Podcast wird geladen...

Una nuova pista mountain bike sopra Locarno

Una nuova pista mountain bike sopra Locarno

Il trail Bassa di Cardada collega Cimetta alla Capanna Lo Stallone e completa l’offerta di mountain bike di Cardada-Cimetta. Pensato soprattutto per chi ama la discesa, il percorso valorizza gli impianti di risalita e amplia le possibilità di vivere la destinazione outdoor dalla primavera all’autunno, compatibilmente con le condizioni meteorologiche.

Lingua del video: italiano

Cardada-Cimetta: un progetto mountain bike che crea valore per un’intera regione

Da Locarno, la salita verso Cimetta si snoda in tre tappe: prima la funicolare fino a Orselina, poi la funivia fino a Cardada e infine la seggiovia fino a Cimetta. A ogni passaggio il panorama si apre un po’ di più sul Lago Maggiore e sulle montagne ticinesi. Chi soffre di vertigini potrebbe dover stringere i denti in qualche tratto, ma la vista, la natura e i sentieri ripagano ampiamente. 

Qui il nuovo trail per mountain bike «Bassa di Cardada» completa l’offerta outdoor di Cardada-Cimetta. Il percorso, di livello intermedio, collega Cimetta alla Capanna Lo Stallone e si innesta sull’itinerario Cardada Bike, già integrato nella rete di SvizzeraMobile. Alterna tratti scorrevoli a passaggi più tecnici su roccia e si rivolge in particolare a chi ama la discesa, compresi gli appassionati di enduro e all mountain.

«L’idea è nata dalla crescita della mountain bike a Cardada-Cimetta: dopo l’apertura del percorso Cardada Bike nel 2017, il numero di biker è aumentato costantemente», spiega Sebastiano Fuchs, responsabile della Trail Crew MTB e della gestione e manutenzione dei percorsi di Ascona-Locarno. Il nuovo trail offre ai biker un’infrastruttura dedicata e permette di utilizzare meglio gli impianti di risalita, affrontando anche più volte lo stesso percorso durante la giornata.

Per Sebastiano Fuchs, la soddisfazione più grande è aver trovato una soluzione condivisa, capace di tenere conto delle esigenze di biker, escursionisti, proprietari e Patriziati, Comuni e operatori turistici. Non nasce soltanto una nuova pista: prende forma un’offerta che valorizza il territorio e apre nuove possibilità per il futuro di Cardada-Cimetta. L’arrivo di ulteriori visitatori in primavera e in autunno può prolungare la stagione turistica e migliorare l’affluenza al di fuori dell’alta stagione, a beneficio degli impianti di risalita, degli alberghi, dei ristoranti, dei negozi e degli altri operatori turistici della regione.

Cosa ha reso possibile il sostegno

Grazie alla politica economica regionale – la denominazione utilizzata in Ticino per la Nuova Politica Regionale (NPR) – Cantone e Confederazione hanno sostenuto la realizzazione di un’infrastruttura che un singolo promotore avrebbe difficilmente potuto finanziare da solo, ma che può generare benefici per un’intera destinazione. Nel caso della pista Bassa di Cardada, il contributo cantonale e federale ha coperto il 50% dei costi computabili, spiega Barbara Conrad, responsabile del settore turismo presso l’Ufficio per lo sviluppo economico del Cantone Ticino. Questo sostegno ha permesso di costruire il tratto mancante tra Cimetta e la Capanna Lo Stallone e di collegarlo a un percorso già esistente di SvizzeraMobile. La rete è così più completa e i flussi di escursionisti e biker possono essere separati sulla tratta più frequentata.

Il sostegno va anche oltre il finanziamento: nell’ambito della procedura di finanziamento vengono valutati anche l’inserimento del progetto nella strategia cantonale MTB e la sua sostenibilità nel tempo. La manutenzione è garantita dall’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli e da Cardada Impianti Turistici.

«Un percorso di qualità porta più persone sugli impianti, allunga la stagione e genera ricadute sul territorio: per esempio per gli alloggi, i ristoranti e i servizi», aggiunge Barbara Conrad. 

Un progetto nato dalla collaborazione

Perché una pista diventi parte di un’offerta turistica completa, occorre coordinare gli aspetti tecnici, territoriali e turistici e coinvolgere fin dall’inizio gli attori interessati. A Cardada-Cimetta hanno collaborato l’organizzazione turistica, i gestori degli impianti, gli enti tecnici e gli attori del territorio.

Gabriele Berti, responsabile tecnico Mountain Bike di TicinoSentieri, ha seguito gli aspetti tecnici del progetto. TicinoSentieri ha espresso un preavviso tecnico nell’ambito della valutazione del finanziamento e, insieme all’Ufficio della mobilità lenta e del supporto e del Dipartimento del territorio, ha partecipato al collaudo finale dell’infrastruttura.

La pista completa la rete MTB della zona e valorizza una destinazione accessibile da Locarno con gli impianti di risalita. La sua realizzazione è un primo passo: se le idee già in fase di pianificazione diventeranno progetti concreti, l’offerta potrà continuare a crescere e a rivolgersi a pubblici diversi.

La pista è stata realizzata con tecniche a basso impatto ambientale. L’attenzione alla sostenibilità riguarda anche il futuro: una nuova infrastruttura deve essere mantenuta con cura negli anni e inserirsi in modo coerente nel territorio. La collaborazione tra chi promuove la destinazione e chi gestisce gli impianti aiuta a costruire un’offerta completa, in cui percorso, accessibilità e servizi si rafforzano a vicenda.

Personen schauen eine Karte an

Una visione coordinata per il Ticino

La pista Bassa di Cardada si inserisce in una strategia più ampia per lo sviluppo della mountain bike e della mobilità lenta in Ticino. Tanja Orsatti, collaboratrice dell’Ufficio della mobilità lenta e del supporto, sottolinea che sviluppare i singoli progetti in modo coordinato permette al settore MTB di crescere secondo procedure condivise, con una visione d’insieme e attenzione all’evoluzione delle diverse regioni. La visione cantonale è quella di incrementare l’offerta MTB in modo controllato, collegando i singoli progetti a una rete e a una strategia comuni.

Questo coordinamento diventerà ancora più importante con la nuova legge cantonale sui sentieri, sui percorsi pedonali e sui percorsi per mountain bike, destinata a sostituire la legge del 1994. La nuova normativa disciplinerà pianificazione, realizzazione e gestione dei percorsi MTB, oltre a quelli pedonali ed escursionistici. L’obiettivo è coordinare lo sviluppo sia a livello cantonale sia locale, gestire la convivenza tra escursionisti e biker e tutelare il territorio e gli attori coinvolti. In questo caso, la visione è fare della destinazione un punto di riferimento per l’outdoor, dove mountain bike, escursionismo e altre attività possano convivere in modo armonioso e sostenibile.

Per Sebastiano Fuchs, il trail Bassa di Cardada è molto più di un nuovo percorso: è il primo tassello di uno sviluppo futuro, con l’ambizione di proporre trail di qualità per livelli e pubblici diversi e di consolidare Cardada-Cimetta come destinazione bike.

Bellinzona e Valli: una regione che attira PMI e turismo sostenibile

Dalla città alla montagna, la regione Bellinzona e Valli ha molto da offrire. Il capoluogo funge da polo regionale, ma anche Biasca è un centro importante per la Riviera e le valli limitrofe, Leventina e Blenio, le quali hanno elaborato una strategia comune per sfruttare al meglio le proprie particolarità e il proprio potenziale di sviluppo economico. 

In questa seconda parte del blog «Diversità delle regioni», abbiamo parlato con Manuel Cereda, direttore dell’Agenzia dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Bellinzonese e Valli (ERS BV). Dal 2010  l’Agenzia attua la strategia regionale di sviluppo e funge da primo punto di contatto per i Comuni nelle questioni relative allo sviluppo economico. 

regiosuisse: Il monitoraggio delle regioni mostra che nella regione Bellinzona e Valli sono soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) a creare posti di lavoro. Nei Comuni e centri rurali, le PMI sono addirittura le sole aziende presenti. Quali sono i fattori locali che hanno portato a questa situazione? E perché le poche grandi aziende sono tutte ubicate nell’area di Bellinzona?

Manuel Cereda: La struttura economica della regione Bellinzona e Valli è sempre stata caratterizzata da una forte presenza di PMI. In parallelo, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti della nostra regione da parte di aziende del resto della Svizzera e dell’Europa. Offriamo superfici per attività industriali e artigianali, una manodopera qualificata e una buona qualità della vita. Un altro fattore decisivo sono le condizioni quadro della regione, in particolare la promozione dell’innovazione tramite l’Ufficio per lo sviluppo economico del Canton Ticino. 

Bellinzona è interessante per le grandi aziende, perché è una città situata in una posizione centrale lungo l’asse Nord-Sud, ben collegata e con una buona qualità della mobilità. Tutto ciò ne aumenta l’attrattiva. Altri fattori sono l’alta qualità della vita, i costi concorrenziali rispetto ad altri centri economici in Svizzera e un ambiente che stimola l’innovazione e le attività economiche. Laprossimità di istituzioni formative, di ricerca e d’innovazione di spicco è un ulteriore punto di forza.

regiosuisse: Nell’ultimo decennio, a Bellinzona e Arbedo-Castione, ma anche nelle zone periferiche, l’occupazione è cresciuta parecchio. Sembra che i Comuni circostanti beneficino della vicinanza con Bellinzona. Secondo lei, a che fattori e condizioni è dovuto questo sviluppo

Manuel Cereda: La dinamica dello sviluppo socioeconomico di Bellinzona ha un impatto positivo a livello regionale. L’attrattività di Bellinzona giova anche ai centri rurali e alle aree periurbane. Per attrattività intendiamo, per esempio, la posizione strategica e condizioni quadro favorevoli per lo sviluppo di attività aziendali. Questo effetto di spillover non è automatico. Nel nostro ruolo di agenzia per lo sviluppo regionale, invitiamo a riflettere oltre i confini comunali e regionali.

regiosuisse: Il monitoraggio delle regioni mostra che il settore alberghiero e della ristorazione nelle zone rurali ha un ruolo importante per quanto riguarda il valore aggiunto in ambito turistico. Come si spiega questo dato di fatto?

Manuel Cereda: L’Alta Leventina si trova lungo l’asse Nord-Sud, per cui è facilmente raggiungibile. Le sue attrazioni turistiche, come Airolo-Pesciüm, il Lago Tremorgio e la regione Ritom-Piora attirano turisti dalla Svizzera e dall’estero. Questo genera posti di lavoro nel turismo. 

Inoltre, il trend verso un turismo sostenibile stimola lo sviluppo di nuove offerte nella regione. L’Alta Leventina sfrutta questo potenziale migliorando l’accessibilità alle proprie risorse paesaggistiche e culturali, e rafforzando la collaborazione tra gli attori locali. Anche la Valle di Blenio negli scorsi anni ha attuato importanti progetti turistici ed è altrettanto facilmente raggiungibile. Altri progetti sono previsti nei prossimi anni con lo scopo di ampliare ancora l’offerta turistica regionale. 

Ciò non significa tuttavia che nel resto della regione il turismo abbia un’importanza secondaria. Bellinzona e i suoi dintorni dispongono di condizioni ideali per garantire una propria offerta turistica a complemento di quella delle valli. La fortezza di Bellinzona, per esempio, contribuisce a posizionare il capoluogo regionale quale destinazione inconfondibile e a pieno titolo, alla pari delle località più note situate sulle rive dei laghi ticinesi (come Locarno, Lugano o Ascona).

Il monitoraggio delle regioni di regiosuisse analizza l’evoluzione nelle regioni sulla base di cinque aree tematiche: popolazione e benessere, mercato del lavoro e occupazione, struttura e performance economica, localizzazione e infrastruttura, digitalizzazione. È uno strumento di valutazione interattivo che consente di valutare vari indicatori regione per regione. A ciò si aggiungono analisi tematiche che presentano i risultati in forma aggregata.

Maggiori informazioni:

Source Image: Castelgrande © parisiva.ch

© Aumera AG

L’IA al servizio dell’ospitalità: come le destinazioni svizzere plasmano il futuro digitale

L’intelligenza artificiale (IA) non è più musica per il futuro nel turismo svizzero, ma uno strumento che già oggi alleggerisce il lavoro quotidiano e arricchisce l’esperienza degli ospiti. Due progetti sostenuti da Innotour mostrano in modo esemplare come il settore stia aprendo nuove strade grazie alla cooperazione e alla tecnologia.

«Questi due progetti dimostrano in modo impressionante il potenziale insito nella cooperazione oltre i confini regionali e organizzativi. Essi evidenziano l’importanza dell’apprendimento comune nella gestione dell’IA e mostrano come una collaborazione strutturata tra gli attori del turismo porti a soluzioni innovative e scalabili. Con il sostegno a tali progetti, il SECO, tramite Innotour, dà un importante contributo per rendere il turismo svizzero digitalmente pronto per il futuro.»

Christoph Schlumpf, Responsabile di Innotour Segretariato di Stato dell’economia SECO

Agenti IA: sostegno digitale per compiti complessi 

Un progetto pionieristico, avviato da Basilea Turismo e dall’azienda software Aumera SA, dimostra in modo impressionante come gli agenti IA possano trasformare il settore turistico. Il progetto, finanziato dal Segretariato di Stato dell’economia (SECO) tramite Innotour, viene implementato gradualmente. Al centro vi sono gli agenti IA specializzati Eve, Joy e Sonny, che supportano già efficacemente le organizzazioni turistiche nella Svizzera tedesca, in Engadina e in Ticino nel loro lavoro quotidiano.

  • Il concetto: I tre assistenti digitali assumono ambiti di compito chiaramente definiti. Eve automatizza le richieste, la pianificazione dei contenuti e la creazione di newsletter, garantendo così contenuti coerenti. Sonny è specializzato nel settore delle vendite ed elabora in breve tempo offerte e programmi di viaggio su misura. Joy, invece, facilita i formati di dialogo, prepara informazioni complesse in modo comprensibile e aiuta a classificare criticamente diverse prospettive.
  • Efficienza e controllo: La tecnologia consente di eseguire in pochi minuti passaggi lavorativi che un tempo richiedevano diversi giorni. L’expertise umana rimane centrale: la verifica dei contenuti e l’approvazione finale spettano sempre alle collaboratrici e ai collaboratori, che guidano gli agenti IA mediante indicazioni precise. L’obiettivo è creare, attraverso la delega di processi strutturati, nuovi margini di manovra per idee innovative e per l’assistenza personale degli ospiti.
  • Vantaggio per il settore: Attualmente 15 organizzazioni turistiche partecipano al progetto. Esse sviluppano applicazioni adeguate alle esigenze e le condividono successivamente con tutti i partner del progetto. Questo scambio strutturato all’interno del settore garantisce la creazione di soluzioni innovative che possono integrarsi realisticamente nel lavoro quotidiano delle più svariate organizzazioni turistiche.Nel Werkpark, che si estende su una superficie di 1000 m², nel laboratorio del legno si sega, si leviga e si pialla, mentre nel laboratorio metallurgico si salda, si fora e si taglia. Nel laboratorio di oreficeria si lavorano pietre preziose, vetro e plastica, e nel laboratorio tessile si disegna e si cuce: non ci sono limiti alla creatività. Questa atmosfera ispira a sedersi alla prima macchina libera e a dare il via a un proprio progetto. 

«Consideriamo gli agenti IA come strumenti che alleggeriscono il carico di lavoro delle collaboratrici e dei collaboratori, offrendo loro più spazio per la creatività, il pensiero strategico e una vera ospitalità.»

Dominic Stöcklin, Chief Marketing Officer, Basilea Turismo

AI Local Guides: sapere locale scalabile con personalità

Questo progetto comune per rafforzare la digitalizzazione nel turismo è stato anch’esso sostenuto da Innotour. È nato da una stretta collaborazione tra Zurigo Turismo, Basilea Turismo, Lucerna Turismo, Grigioni Vacanze e la start-up svizzera Holoai SA. Insieme è stata sviluppata una soluzione innovativa che rende il sapere locale accessibile in qualsiasi momento, in modo personale, per ospiti e residenti – un forte segnale per una progettazione cooperativa del futuro digitale.

  • Il concetto: Invece di affidarsi a fonti internet generiche, gli «AI Local Guides» si basano sul sapere fare di esperte ed esperti locali. Le organizzazioni turistiche gestiscono direttamente questi contenuti esclusivi, mentre l’IA elabora le informazioni in tempo reale, su misura e in modo comprensibile per l’ospite. Questo approccio garantisce raccomandazioni affidabili che si distinguono nettamente dalle risposte standard. Inoltre, le destinazioni mantengono così il pieno controllo sulla qualità e sul contesto della loro comunicazione digitale.
  • Personalità individuali: Per rendere la tecnologia più vicina alle persone, le guide hanno ricevuto identità proprie che rispecchiano il carattere della rispettiva regione. A Basilea, ad esempio, il simpatico «Dr. Waggis», con il suo fascino locale, guida attraverso le tradizioni del Carnevale. Nei Grigioni, Lucia Casutt, in quanto tuttofare, offre una panoramica completa dell’intera regione. Ella collega abilmente diversi luoghi, temi e particolarità locali. Questa emozionalizzazione trasforma la consulenza digitale in un’esperienza personale.
  • Vantaggio per il settore: La piattaforma Joaia Guide Studio, sviluppata appositamente da Holoai SA, è da subito disponibile anche per altre destinazioni e attori turistici come soluzione basata su licenza.

Innotour – motore dell’innovazione turistica

Innotour è lo strumento di promozione della Confederazione (Segretariato di Stato dell’economia SECO) volto ad accrescere l’innovazione, la cooperazione nonché la costruzione e il trasferimento di sapere nel turismo.

Innotour è stato creato per aumentare il tasso d’innovazione e facilitare la prestazione comune. Innotour concentra la promozione a livello nazionale. Ciò significa che la maggior parte dei mezzi è impiegata per progetti a orientamento nazionale e per compiti di coordinamento nazionali. Grazie allo strumento dei progetti modello, vengono sostenuti anche progetti regionali e locali.

Maggiori informazioni:

Fonte dell’immagine: © Aumera AG

Werkpark – il luogo dei creativi nell’Appenzello  

Un luogo per armeggiare, sperimentare e imparare: questo è il Werkpark nel cuore dell’Appenzello. Con i suoi laboratori tematici, questo progetto innovativo è unico in Svizzera. Il progetto, sostenuto dalla Nuova politica regionale, offre qualcosa per tutti nella regione: dalle PMI ai privati, dai giovani agli anziani, dagli studenti ai pensionati.

Nel Werkpark, che si estende su una superficie di 1000 m², nel laboratorio del legno si sega, si leviga e si pialla, mentre nel laboratorio metallurgico si salda, si fora e si taglia. Nel laboratorio di oreficeria si lavorano pietre preziose, vetro e plastica, e nel laboratorio tessile si disegna e si cuce: non ci sono limiti alla creatività. Questa atmosfera ispira a sedersi alla prima macchina libera e a dare il via a un proprio progetto. 

 «Condividiamo macchine e conoscenze» 

Il Werkpark affronta le sfide economiche della regione su più livelli: durante le lezioni di attività creative e manuali della scuola secondaria di Gais, che si tengono ogni giovedì nel Werkpark, gli studenti come Jonas e Florian imparano a costruire da soli un divano telecomandato. Alla fiera di primavera OFFA trasportano i loro ospiti VIP con questo veicolo. In questo modo si risveglia l’interesse per i temi tecnici e artigianali. Allo stesso tempo acquisiscono competenze importanti per il mercato del lavoro, realizzando le loro idee in modo autonomo o in gruppo. In questo modo il Werkpark promuove in modo mirato la formazione di personale qualificato e contrasta così la carenza di manodopera qualificata nella regione. 

regiosuisse

Macchine a un prezzo equo

Per le piccole imprese della regione, il Werkpark mette a disposizione una vasta gamma di macchinari: dai laser e dalle stampanti 3D alle fresatrici e alle macchine CNC, fino alle rettificatrici, alle saldatrici e alle segatrici per metalli. Aziende come la Hugener Tools AG utilizzano questi macchinari in base alle proprie esigenze e pagano solo per il tempo effettivo di utilizzo. «In questo modo abbiamo accesso a diverse macchine a un prezzo equo, senza dover acquistare ciascuna di esse. Così possiamo testare nuovi componenti, materiali e metodi di produzione e rimanere innovativi e competitivi», spiega Michèle Hugener. Anche l’artigiano della boissellerie Reto Mösli si reca regolarmente al Werkpark: ad esempio, incide con il laser scritte sulle impugnature delle corde per saltare e su altri oggetti in legno. 

Anche i privati possono usufruire dell’offerta: il pensionato Kurt aveva bisogno di un gancio appendiabiti. Grazie a un coaching ha imparato a creare un modello 3D, a convertirlo in un file di stampa e a utilizzare la stampante 3D per la stampa del gancio. Il coach Simon Heim trasmette le sue conoscenze sulla stampa 3D e sulla tecnologia laser e sottolinea la varietà del Werkpark: «Il Werkpark è variegato non solo per le tecnologie meccaniche, ma anche per le persone che qui si riuniscono». 

regiosuisse

Trampolino di lancio per le start-up

Il Werkpark è un polo di innovazione per le imprese esistenti e un trampolino di lancio per chi avvia una nuova attività. La collaborazione e lo scambio con scuole, istituti di formazione continua e privati favoriscono un’ampia rete di contatti nella regione. Con questo obiettivo in mente, il co-fondatore Danilo Just ha tratto ispirazione dalle palestre: «Le palestre sono facilmente accessibili, ben attrezzate e flessibili in termini di infrastrattura». 

Innovazione per l’Appenzello grazie alla Nuova politica regionale

Il finanziamento iniziale della Nuova politica regionale (NPR) ha permesso di elaborare il concetto del Werkpark, di affittare e allestire l’edificio per mettervi a disposizione dei macchinari e renderlo accessibile al pubblico. Inoltre, è stato possibile attirare altri sponsor e sostenitori per il Werkpark. 

Nel Cantone di Appenzello Esterno il 97%* di tutte le imprese è costituito da PMI. «Le innovazioni rappresentano una sfida economica e finanziaria per le PMI. Ci vuole tempo e risorse finanziarie affinché l’infrastruttura di base sia pronta e utilizzabile. Con la Nuova Politica Regionale offriamo il sostegno iniziale necessario a tal fine», spiega Tina Grosjean, responsabile NPR del Cantone di Appenzello. 

Il co-promotore Danilo Just sta già pianificando il futuro con il suo team: «La nostra visione è di stabilire il Werkpark come un’infrastruttura a lungo termine per l’innovazione, la formazione e l’imprenditorialità nella regione di Appenzello».

*Schweizer KMU, Eine Analyse der aktuellsten Zahlen Ausgabe 2024

Maggiori informazioni:

Sui sentieri del gusto nella regione del Gottardo

Un’escursione che coinvolge tutti i sensi e combina il movimento in montagna con la cucina regionale. Il progetto Sentieri del gusto San Gottardo mette in rete i fornitori locali lungo sentieri escursionistici tematici: gli ospiti assaggiano le specialità direttamente dai produttori, ascoltano le loro storie e scoprono così da vicino la cultura della regione del Gottardo. Ciò è reso possibile da un progetto che riunisce gastronomia, turismo e agricoltura locali, sostenuto dalla Nuova politica regionale (NPR).

Dall’idea all’escursione

L’idea è nata durante la pandemia di coronavirus. Quando i grandi eventi che aveva organizzato in passato sono stati cancellati, il promotore del progetto Niklaus Niederhauser ha cercato un’alternativa: esperienze su scala più piccola, prenotabili in modo flessibile e comunque vicine alle persone. Attraverso un annuncio è venuto a conoscenza del programma San Gottardo, che promuove lo sviluppo della regione del Gottardo in collaborazione con la Confederazione e i Cantoni di Uri, Grigioni e Ticino. Il programma punta sulla creazione di valore aggiunto sostenibile attraverso il turismo, l’utilizzo delle risorse locali e collaborazioni innovative. La visione alla base è quella di rendere la regione del Gottardo un luogo attraente dove vivere, lavorare e fare turismo, con posti di lavoro sicuri e nuovi e una maggiore competitività. 

Come spiega Anja Beivi, responsabile del programma San Gottardo, il progetto dei sentieri del gusto è stato sviluppato all’interno del suo incubatore turistico. Questo mostra come idee turistiche innovative provenienti dalla zona del Gottardo possano essere avviate, testate e realizzate per promuovere in modo mirato la forza innovativa della regione. I sentieri del gusto San Gottardo sono stati premiati come uno dei migliori progetti. Beivi sottolinea anche quanto sia fondamentale la promozione dei fornitori locali per l’ulteriore sviluppo della regione.

È così che è nato il concetto di un’escursione culinaria con diverse tappe: i sentieri del gusto San Gottardo. Attualmente nella regione si contano tre percorsi di questo tipo: il percorso della birra dei Grigioni, il sentiero della birra di Monsteiner e il sentiero del gusto e delle leggende della Surselva. La maggior parte di questi sentieri è attualmente attiva e prenotabile soprattutto nei mesi estivi e all’inizio dell’autunno. Un percorso comprende da quattro a cinque tappe con una durata totale di circa due ore, che lasciano il tempo per immergersi nella natura. Gli ospiti passeggiano di fattoria in fattoria, di ristorante in ristorante, degustano ad esempio la birra grigionese o i capuns e scoprono chi c’è dietro questi prodotti. La particolarità dei percorsi è che combinano elementi già esistenti in un’esperienza del tutto nuova. Il tour può essere prenotato con breve preavviso e in formato digitale. I percorsi possono essere vissuti anche in modo classico su carta, per godersi appieno il panorama.

Per gli albergatori, come ad esempio la direttrice dell’Hotel Surselva, Beatrice Hug, questo concetto significa: nessun rischio, ma un vantaggio diretto. All’inizio, secondo Niederhauser, un ostacolo era spesso la paura dei ristoratori di dover pagare in anticipo, una preoccupazione che però è stata rapidamente dissipata. Quando gli ospiti prenotano, si genera un fatturato, mentre se non si presentano non si subisce alcuna perdita. Circa l’80-90% del valore aggiunto rimane nella regione. «Gli ospiti vivono incontri autentici e le aziende guadagnano fatturato e visibilità», afferma Niederhauser. Il team del progetto testa personalmente gli itinerari e cerca in modo mirato le aziende che desiderano partecipare. Spesso sono gli stessi fornitori a contattare il team. Quest’ultimo coordina il processo e accompagna l’attuazione in loco. «La fiducia delle persone nella regione è fondamentale. Solo così si crea una rete che funziona», afferma Niederhauser.

La NPR come motore del progetto

Fin dall’inizio, la NPR è stata la promotrice e il motore del progetto. Il suo sostegno ha permesso, tra l’altro, l’apertura dei sentieri, l’ulteriore sviluppo del sito web e l’ampliamento dell’offerta in diverse lingue. Attualmente l’offerta è prenotabile in tedesco e in italiano, ma in un secondo momento saranno aggiunti anche l’inglese e il romancio, che ha un carattere simbolico particolare nel Cantone dei Grigioni. «Il multilinguismo nella regione del Gottardo fa parte del patrimonio culturale. Grazie ad esso apriamo i percorsi a un pubblico più ampio», spiega Niederhauser. Il sostegno della NPR crea strutture, garantisce la sicurezza della pianificazione e conferisce al progetto una maggiore portata.

I percorsi del gusto sono più di una semplice offerta escursionistica. Rafforzano la gastronomia, l’industria alberghiera e l’agricoltura, avvicinano ospiti e abitanti del luogo e rendono visibile la cultura regionale. Nel frattempo attirano anche un numero sempre maggiore di visitatori dall’estero.

Uno sguardo al futuro

Si prevede di aprire altri sentieri, ad esempio in Ticino e in località meno battute dal turismo, e di offrirli tutto l’anno, anche in inverno. I partecipanti sono d’accordo: i percorsi del gusto del San Gottardo dimostrano come gastronomia e turismo possano insieme animare e arricchire una regione.

Maggiori informazioni sulla NPR e su come sostiene i progetti regionali: 

Fonte dell’immagine: Surselva Tourismus/ Ida Sgier

Come delle case abbandonate nella Valle di Muggio si trasformano in un villaggio per gli ospiti

Trasformare case abbandonate in un vivace villaggio turistico: è questa l’idea alla base dell’Albergo Diffuso Monte Generoso. Claudio Zanini, uno dei promotori del progetto, punta sull’identità regionale, la sostenibilità e la creazione di valore aggiunto per il territorio locale. La Nuova politica regionale (NPR) sostiene finanziariamente il progetto, consentendo così la realizzazione di un concetto alberghiero decentralizzato in una regione periferica. Scoprite nel video come, nel cuore del Ticino, una valle intera e la sua regione alpina traggono vantaggio dal turismo e gli ospiti diventano parte integrante della vita del villaggio.

Una piccola oasi nell’estremità meridionale della Svizzera: attraverso strade tortuose fiancheggiate da boschi, piccole cappelle e viuzze serpeggianti si raggiunge il villaggio di Scudellate nella Valle di Muggio. Un tempo colpito dall’emigrazione e minacciato, ora sta rifiorendo.  Alle sue spalle il Monte Generoso, davanti la vista sulla pianura italiana. Nelle giornate limpide si vede lo skyline di Milano e, con una visibilità perfetta, con il binocolo si scorge persino il Duomo.

Ospiti nella vita quotidiana di una valle nella regione del Monte Generoso

Qui, all’Albergo Diffuso Monte Generoso, Claudio Zanini accoglie personalmente i suoi ospiti. Con calore e una filosofia tutta sua: quella di una vita tranquilla in armonia con la natura. Indirizza gli ospiti sui sentieri escursionistici giusti, si prende cura di loro, racconta, ride. «Non viaggio più, sono i viaggiatori che vengono da me. Durante la stagione parliamo quattro o cinque lingue e ascoltiamo storie da tutto il mondo». Spesso nascono amicizie e molti ospiti tornano.

L’Albergo Diffuso è un concetto di hotel decentralizzato che punta sull’identità regionale, la sostenibilità e la creazione di valore locale. Diverse infrastrutture nella regione del Monte Generoso, come ristoranti, hotel, B&B, ostelli, rifugi e negozi con diversi proprietari, sono riunite sotto un unico marchio.
I servizi centralizzabili come il marketing, la comunicazione, ma anche gli acquisti, la logistica, i trasporti e l’accoglienza vengono raggruppati a vantaggio di tutti, perché in questo modo le singole aziende risparmiano sui costi.

Nel 2021 è stato avviato il progetto dell’Albergo Diffuso con la ristrutturazione dell’Osteria Manciana e dell’ostello di Scudellate. Negli anni successivi sono stati ristrutturati e aperti al pubblico il Panorama Lodge «La Casa dei Gelsi», la Capanna «Alpe di Caviano» e l’Hotel «Cà Nani». Quest’ultimo si trova in un altro villaggio della Valle di Muggio. Attualmente sono quindi cinque le strutture ricettive affiliate al progetto. A Scudellate tre delle strutture ricettive si trovano a pochi passi l’una dall’altra, mentre le distanze dalle altre sono leggermente maggiori. Gli ospiti che scelgono uno di questi alloggi dell’Albergo Diffuso non si limitano a pernottare, ma si immergono nella vita della regione con la sua ricca offerta naturalistica e culturale. Fanno la spesa nel negozio del paese, mangiano nel grottino, passeggiano nei boschi di castagni. Incontrano la gente del posto e scoprono molti luoghi in altri piccoli villaggi.

Il sostegno della Nuova politica regionale (NPR) come parte del percorso

Claudio Zanini, originario della regione, ha acquistato per questo scopo alcune case nel suo paese natale, vecchi edifici in pietra, alcuni dei quali quasi in rovina. La realizzazione di un progetto di questo tipo è impegnativa e richiede, oltre all’idealismo, anche risorse e un’attenta pianificazione. In questo senso, il progetto è stato decisamente rafforzato dal sostegno della Nuova politica regionale (NPR). Secondo Claudio Zanini, promotore del progetto, il contributo finanziario della NPR ha permesso di sviluppare gradualmente l’iniziativa e di realizzare le prime fasi.

La Nuova politica regionale è, secondo Zanini, «la base dell’intero progetto». Grazie al suo sostegno finanziario è stato possibile realizzare il progetto di ristrutturazione dei vecchi edifici e avviare l’attività dell’Albergo Diffuso.

Impatto turistico per un’intera regione

Anche Nadia Fontana Lupi, Direttrice di Mendrisiotto Turismo, vede il potenziale del progetto ben oltre i singoli pernottamenti. Nel video spiega: «L’Albergo Diffuso porta nuova vita nella valle e sul Monte Generoso. Non si tratta solo di turismo, ma di impulso economico, identità regionale e nuova consapevolezza per la popolazione locale».

Il progetto Albergo Diffuso è un esempio di come la Nuova politica regionale possa dare nuovi impulsi. Proprio nelle regioni periferiche come la Valle di Muggio si vede concretamente cosa può significare lo sviluppo regionale: si utilizzano le risorse locali esistenti, nascono nuove offerte, si rafforza l’identità della regione. Il valore aggiunto rimane nella valle e i villaggi ricevono nuovo slancio.

Attualmente l’Albergo Diffuso conta circa 80 posti letto. L’obiettivo è quello di costruire ulteriori infrastrutture nei prossimi anni e di sviluppare ulteriormente il concetto, con nuove case e soluzioni digitali per far prosperare ulteriormente la regione. A tal fine è necessaria una politica che continui a sostenere tali iniziative.

«La NPR ha un grande impatto e continuerà ad averlo anche in futuro», afferma Zanini.

Maggiori informazioni sulla NPR e su come promuove le idee progettuali nelle regioni:

Responsabili NPR
Per saperne di più sull’Albergo Diffuso Monte Generoso
Per saperne di più sulla regione del Mendrisiotto e del Basso Ceresio
Guida pratica a uno sviluppo regionale di successo

Foto © Albergo Diffuso Monte Generoso

Il programma di coaching di HotellerieSuisse e SECO ha ottenuto risultati significativi

Nella primavera del 2020, il settore alberghiero è stato duramente colpito dalla pandemia di Covid-19 e dalle misure di protezione adottate dal Consiglio federale. Per sostenere le aziende è stato lanciato il programma di coaching di HotellerieSuisse e SECO con il sostegno finanziario della Nuova politica regionale (NPR). Grazie a sessioni di coaching di più giorni orientate alle esigenze, centinaia di piccole e medie imprese individuali hanno potuto migliorare la loro sostenibilità futura. In occasione di un evento conclusivo a Thun, i partecipanti si sono incontrati e hanno scambiato le loro esperienze.

«In realtà volevo preparare il mio pensionamento nell’ambito di questo coaching. Insieme al coach, però, abbiamo lavorato soprattutto sui nostri processi e procedure»

Ruth Thierstein del Boutique Hotel Matterhorn Lodge di Zermatt

È lei la voce di una delle quasi 300 aziende che negli ultimi anni hanno partecipato al programma di coaching di HotellerieSuisse. Nel suo intervento spontaneo continua: «Il risultato è che ora posso delegare molto al mio giovane direttore. All’inizio ci sono voluti molto coraggio e anche forza di convinzione, ma alla fine questo coaching è stato un regalo enorme per me e per il nostro hotel».

©Corinne Glanzmann


Buoni riscontri

Nel corso di una breve tavola rotonda, Martina Anderberg, una delle coach coinvolte, ha descritto la sua esperienza lavorativa: «Molte aziende raramente hanno la possibilità, nella routine quotidiana, di affrontare le questioni davvero critiche. Per trovare il coraggio di cambiare rotta è necessario un sostegno esterno».

All’inizio della pandemia di Covid-19, nella primavera del 2020, il Consiglio federale ha adottato misure che hanno pesato fortemente sul settore ricettivo. Per sostenerle, nel febbraio 2021 la SECO ha lanciato, in collaborazione con HotellerieSuisse, il programma di coaching per il settore alberghiero. Il progetto è stato cofinanziato con fondi della Nuova politica regionale e mirava a rafforzare soprattutto le piccole e medie imprese individuali, come il Boutiquehotel Matterhorn Lodge. Il coaching è stato disponibile da aprile 2021 a giugno 2024.

Il feedback delle aziende partecipanti e dei coach è stato molto positivo su tutta la linea. Ciò è confermato sia da una breve valutazione di regiosuisse, commissionata dalla SECO, sia dal rapporto finale redatto da HotellerieSuisse.


Elevata domanda e ampio impatto

Al programma hanno partecipato aziende provenienti da tutte le regioni del Paese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (da 10 a 60 camere). Particolarmente rappresentate erano le aziende delle regioni montane e rurali. È stato così possibile raggiungere un importante obiettivo del programma, ovvero quello di dispiegare i suoi effetti nel perimetro della NPR. Nel corso di un massimo di cinque giornate di coaching per azienda è stato possibile affrontare temi quali l’efficienza dei costi grazie a strutture di processo ottimizzate, una distribuzione di successo attraverso un posizionamento chiaro, una migliore presenza online con una strategia di digitalizzazione, l’attuazione coerente di misure di sostenibilità nell’ambito di una strategia globale o il rafforzamento del profilo dell’azienda attraverso l’employer branding.

L’offerta è stata molto apprezzata dalle aziende e giudicata estremamente utile. Il 75% delle aziende partecipanti ha dichiarato che il coaching ha influito positivamente sullo sviluppo della propria attività. Tra gli effetti collaterali positivi del programma figurano una maggiore apertura al coaching nel settore e nuovi impulsi per ulteriori investimenti e collaborazioni.

Inoltre, il coaching ha aiutato le aziende anche nella definizione della strategia. Se all’inizio del programma di coaching solo il 32% delle aziende disponeva di una strategia scritta, sei mesi dopo la conclusione era già il 54%.

«Onestamente, all’inizio ero scettico. È sempre una sfida trovare qualcuno che ci ascolti e capisca le nostre esigenze e le nostre sfide. Con questo coaching, però, abbiamo ottenuto risultati su cui oggi possiamo continuare a lavorare»

Ron Pêtre dell’Hotel Sonnenberg di Kriens

Il punto di vista esterno del coach è stato molto utile per riposizionarsi in modo nuovo e orientato al futuro. Lo ha confermato anche Peter Vollmer, gestore dell’Hotel Regina di Mürren, che durante il coaching ha approfondito i temi dell’employer branding e della digitalizzazione.


Efficienza e buon rapporto costi-benefici

Il costo totale è stato di circa 2,34 milioni di franchi, di cui 1,84 milioni sono stati finanziati dalla Nuova politica regionale (NPR) della Confederazione. HotellerieSuisse era responsabile dell’attuazione operativa del programma. Il rapporto costi-benefici è giudicato molto positivo: con i fondi stanziati è stato possibile sostenere un gran numero di aziende in base alle loro esigenze. Il programma di coaching ha quindi contribuito in modo sostenibile al rafforzamento e alla professionalizzazione del settore alberghiero svizzero e può servire da modello per future iniziative di promozione. L’ampia accettazione e i miglioramenti dimostrabili nelle aziende sottolineano il successo del coaching.


Il progetto proseguirà?

©Corinne Glanzmann

Il progetto proseguirà?

Alla domanda se questo progetto di successo potesse essere portato avanti, Barbara Friedrich, responsabile del reparto Membri & Sviluppo di HotellerieSuisse, ha spiegato che la sua associazione non è in grado di finanziare un programma di questo tipo senza fondi di terzi. Anche Martin Saladin, Capo della Direzione per la promozione della piazza economica  presso la SECO, ha spiegato che non è possibile proseguire il progetto, poiché la NPR è concepita come finanziamento iniziale. Ha tuttavia sottolineato che la SECO mette a disposizione già da tempo diversi strumenti di promozione, anche in collaborazione con i Cantoni, per rendere possibili progetti di questo tipo. Per lui è importante che in futuro ci si impegni ancora di più per mettere in rete gli attori giusti e favorirne lo scambio, al fine di sviluppare strumenti che rispondano alle esigenze delle parti coinvolte. «Sono sempre disponibile ad ascoltare per imparare di più e capire meglio ciò che è necessario», ha concluso Saladin.

Maggiori informazioni:

Strumenti di promozione Promozione della sede SECO

HotellerieSuisse

Puntata 5: Digitourism: la digitalizzazione del settore turistico vallesano

Region am Mikrofon

Puntata 5: Digitourism: la digitalizzazione del settore turistico vallesano

Sentieri del vino nel Weinland zurighese: sapori, know-how e innovazione digitale

Negli ultimi anni i sentieri tra i vigneti del Weinland zurighese hanno conosciuto un forte sviluppo anche per merito della Nuova politica regionale. Nuovi percorsi, esperienze enogastronomiche e tool digitali fanno della regione una meta escursionistica unica per chi ama il vino e la natura. In questo angolo idilliaco del Cantone di Zurigo, tradizione e modernità si sposano alla perfezione.

I sentieri del vino del Weinland zurighese, regione che si estende sul territorio di venti Comuni a nord del Cantone di Zurigo, hanno subito una trasformazione negli ultimi quattro anni. Creati e segnalati nel 2011, gli otto incantevoli percorsi che si snodano tra i vigneti offrono anche l’opportunità di vedere da vicino il lavoro dei viticoltori. Con il passare del tempo, il vento, le intemperie e i macchinari agricoli hanno danneggiato i pannelli e i cartelli, rendendo necessario un intervento per rinnovare la segnaletica. Il progetto di rinnovo si è rivelato un successo per tutte le parti coinvolte e per la regione del Weinland zurighese.

Foto: ProWeinland

Un nuovo inizio per i sentieri del vino

Dopo un’analisi dettagliata degli otto itinerari, grazie anche alle nuove possibilità offerte dalla Nuova politica regionale (NPR), l’agenzia di management regionale ProWeinland ha deciso di ripensare completamente il concetto esistente nell’intento di creare un’offerta ancora più accattivante per gli escursionisti ma anche per i produttori della regione. Un passo fondamentale in questo senso è stato il coinvolgimento diretto di 16 aziende vinicole le cui tenute sono costeggiate dai sentieri. In collaborazione con queste aziende e con il supporto dell’associazione Zürcher Wanderwege, sono stati progettati nuovi percorsi che passano davanti alle cantine senza fare deviazioni. Il risultato è una combinazione perfetta di natura, enoturismo e contatto diretto con i produttori. Anche la segnaletica degli itinerari è stata migliorata in base alle disposizioni e alle direttive dell’associazione Zürcher Wanderwege.

Esperienze gustative lungo i percorsi

Un’altra novità del progetto sono le quattro offerte enoturistiche che permettono in particolare a gruppi di piccole dimensioni di degustare i vini locali in un’atmosfera conviviale. A tal fine, si è dato vita a uno stretto partenariato con una trentina di attività locali, come ristoranti, panetterie, macellerie e caseifici, per integrare le specialità regionali nell’offerta escursionistica.

  • Offerta Wine, Dine & Hike: su due percorsi – dalle cascate del Reno a Rudolfingen e lungo la Stammertal – gli escursionisti possono gustare in tre ristoranti specialità regionali accompagnate da due bicchieri di vino dell’azienda vinicola locale.
  • Offerta Wine-bag sull’itinerario Schiterberg e Flaachtal: gli escursionisti ricevono un «wine-bag» con formaggio, salumi, pane e un bicchiere per degustare i vini in varie postazioni. Sull’itinerario Schiterberg, il vino si sorseggia nelle tradizionali Räbhüsli, su quello lungo la Flaachtal nel pacchetto di degustazione è già compresa una bottiglia di vino.
Foto: ProWeinland

Impatto: numeri record e innovazioni digitali

Grazie al progetto, i viticoltori godono di maggiore visibilità e beneficiano del valore aggiunto creato, mentre gli escursionisti vivono un’esperienza unica.

Un’occhiata al numero di visitatori mostra che le novità hanno un effetto tangibile. Il numero di visitatori, che nel 2023 si attestava a 340, è quasi raddoppiato nel 2024. Un successo che ha spinto i promotori a portare avanti il progetto.

Dalla primavera del 2025, il sentiero del vino nella Stammertal sarà completato da un’innovazione digitale: l’app «mapstogo». Scansionando i codici QR presenti in otto punti lungo il percorso, gli escursionisti riceveranno informazioni sulla viticoltura, sulle particolarità regionali e su problematiche tipiche quali le malattie della vite o i parassiti. Questa trasmissione di conoscenze alla portata di tutti migliora la dimensione informativa e rende il percorso interattivo. A termine, tutti gli itinerari saranno integrati nell’app e anche altri attori regionali, come i musei, potranno beneficiare della piattaforma.

Foto: ProWeinland

Quando la tradizione incontra l’innovazione

La digitalizzazione valorizza la fruizione dei sentieri e rende più tangibile la viticoltura nella regione del Weinland zurighese. È un esempio riuscito di come un paesaggio rurale tradizionale possa ricevere un nuovo impulso dall’utilizzo dalle moderne tecnologie. Grazie alla stretta collaborazione tra viticoltori, aziende di ristorazione e operatori turistici, l’offerta resta dinamica ed è costantemente sviluppata.

Da tempo i sentieri del vino sono più di una semplice passeggiata tra i vigneti: sono un invito alla scoperta, alla degustazione e alla comprensione del territorio. Chi vuole scoprire il vino e i vigneti di Zurigo in tutte le loro sfaccettature vi troverà la combinazione perfetta di natura, specialità culinarie e innovazione digitale.

Anche se il Cantone di Zurigo è economicamente forte, due regioni soddisfano i requisiti per accedere ai finanziamenti nell’ambito della NPR: il Zürcher Berggebiet e il Zürcher Weinland. L’attuazione della NPR nel Cantone è garantita da due associazioni: Standortförderung Zürioberland e ProWeinland. Entrambe le associazioni sostengono i promotori di progetti esterni, ma possono anche lanciare progetti propri che soddisfino i criteri chiave della NPR e offrano un valore aggiunto alla regione.