Bellinzona e Valli: una regione che attira PMI e turismo sostenibile
Dalla città alla montagna, la regione Bellinzona e Valli ha molto da offrire. Il capoluogo funge da polo regionale, ma anche Biasca è un centro importante per la Riviera e le valli limitrofe, Leventina e Blenio, le quali hanno elaborato una strategia comune per sfruttare al meglio le proprie particolarità e il proprio potenziale di sviluppo economico.
In questa seconda parte del blog «Diversità delle regioni», abbiamo parlato con Manuel Cereda, direttore dell’Agenzia dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Bellinzonese e Valli (ERS BV). Dal 2010 l’Agenzia attua la strategia regionale di sviluppo e funge da primo punto di contatto per i Comuni nelle questioni relative allo sviluppo economico.
regiosuisse: Il monitoraggio delle regioni mostra che nella regione Bellinzona e Valli sono soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) a creare posti di lavoro. Nei Comuni e centri rurali, le PMI sono addirittura le sole aziende presenti. Quali sono i fattori locali che hanno portato a questa situazione? E perché le poche grandi aziende sono tutte ubicate nell’area di Bellinzona?
Manuel Cereda: La struttura economica della regione Bellinzona e Valli è sempre stata caratterizzata da una forte presenza di PMI. In parallelo, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti della nostra regione da parte di aziende del resto della Svizzera e dell’Europa. Offriamo superfici per attività industriali e artigianali, una manodopera qualificata e una buona qualità della vita. Un altro fattore decisivo sono le condizioni quadro della regione, in particolare la promozione dell’innovazione tramite l’Ufficio per lo sviluppo economico del Canton Ticino.
Bellinzona è interessante per le grandi aziende, perché è una città situata in una posizione centrale lungo l’asse Nord-Sud, ben collegata e con una buona qualità della mobilità. Tutto ciò ne aumenta l’attrattiva. Altri fattori sono l’alta qualità della vita, i costi concorrenziali rispetto ad altri centri economici in Svizzera e un ambiente che stimola l’innovazione e le attività economiche. Laprossimità di istituzioni formative, di ricerca e d’innovazione di spicco è un ulteriore punto di forza.
regiosuisse: Nell’ultimo decennio, a Bellinzona e Arbedo-Castione, ma anche nelle zone periferiche, l’occupazione è cresciuta parecchio. Sembra che i Comuni circostanti beneficino della vicinanza con Bellinzona. Secondo lei, a che fattori e condizioni è dovuto questo sviluppo
Manuel Cereda: La dinamica dello sviluppo socioeconomico di Bellinzona ha un impatto positivo a livello regionale. L’attrattività di Bellinzona giova anche ai centri rurali e alle aree periurbane. Per attrattività intendiamo, per esempio, la posizione strategica e condizioni quadro favorevoli per lo sviluppo di attività aziendali. Questo effetto di spillover non è automatico. Nel nostro ruolo di agenzia per lo sviluppo regionale, invitiamo a riflettere oltre i confini comunali e regionali.
regiosuisse: Il monitoraggio delle regioni mostra che il settore alberghiero e della ristorazione nelle zone rurali ha un ruolo importante per quanto riguarda il valore aggiunto in ambito turistico. Come si spiega questo dato di fatto?
Manuel Cereda: L’Alta Leventina si trova lungo l’asse Nord-Sud, per cui è facilmente raggiungibile. Le sue attrazioni turistiche, come Airolo-Pesciüm, il Lago Tremorgio e la regione Ritom-Piora attirano turisti dalla Svizzera e dall’estero. Questo genera posti di lavoro nel turismo.
Inoltre, il trend verso un turismo sostenibile stimola lo sviluppo di nuove offerte nella regione. L’Alta Leventina sfrutta questo potenziale migliorando l’accessibilità alle proprie risorse paesaggistiche e culturali, e rafforzando la collaborazione tra gli attori locali. Anche la Valle di Blenio negli scorsi anni ha attuato importanti progetti turistici ed è altrettanto facilmente raggiungibile. Altri progetti sono previsti nei prossimi anni con lo scopo di ampliare ancora l’offerta turistica regionale.
Ciò non significa tuttavia che nel resto della regione il turismo abbia un’importanza secondaria. Bellinzona e i suoi dintorni dispongono di condizioni ideali per garantire una propria offerta turistica a complemento di quella delle valli. La fortezza di Bellinzona, per esempio, contribuisce a posizionare il capoluogo regionale quale destinazione inconfondibile e a pieno titolo, alla pari delle località più note situate sulle rive dei laghi ticinesi (come Locarno, Lugano o Ascona).
Il monitoraggio delle regioni di regiosuisse analizza l’evoluzione nelle regioni sulla base di cinque aree tematiche: popolazione e benessere, mercato del lavoro e occupazione, struttura e performance economica, localizzazione e infrastruttura, digitalizzazione. È uno strumento di valutazione interattivo che consente di valutare vari indicatori regione per regione. A ciò si aggiungono analisi tematiche che presentano i risultati in forma aggregata.
L’IA al servizio dell’ospitalità: come le destinazioni svizzere plasmano il futuro digitale
L’intelligenza artificiale (IA) non è più musica per il futuro nel turismo svizzero, ma uno strumento che già oggi alleggerisce il lavoro quotidiano e arricchisce l’esperienza degli ospiti. Due progetti sostenuti da Innotour mostrano in modo esemplare come il settore stia aprendo nuove strade grazie alla cooperazione e alla tecnologia.
«Questi due progetti dimostrano in modo impressionante il potenziale insito nella cooperazione oltre i confini regionali e organizzativi. Essi evidenziano l’importanza dell’apprendimento comune nella gestione dell’IA e mostrano come una collaborazione strutturata tra gli attori del turismo porti a soluzioni innovative e scalabili. Con il sostegno a tali progetti, il SECO, tramite Innotour, dà un importante contributo per rendere il turismo svizzero digitalmente pronto per il futuro.»
Christoph Schlumpf, Responsabile di Innotour Segretariato di Stato dell’economia SECO
Agenti IA: sostegno digitale per compiti complessi
Un progetto pionieristico, avviato da Basilea Turismo e dall’azienda software Aumera SA, dimostra in modo impressionante come gli agenti IA possano trasformare il settore turistico. Il progetto, finanziato dal Segretariato di Stato dell’economia (SECO) tramite Innotour, viene implementato gradualmente. Al centro vi sono gli agenti IA specializzati Eve, Joy e Sonny, che supportano già efficacemente le organizzazioni turistiche nella Svizzera tedesca, in Engadina e in Ticino nel loro lavoro quotidiano.
Il concetto: I tre assistenti digitali assumono ambiti di compito chiaramente definiti. Eve automatizza le richieste, la pianificazione dei contenuti e la creazione di newsletter, garantendo così contenuti coerenti. Sonny è specializzato nel settore delle vendite ed elabora in breve tempo offerte e programmi di viaggio su misura. Joy, invece, facilita i formati di dialogo, prepara informazioni complesse in modo comprensibile e aiuta a classificare criticamente diverse prospettive.
Efficienza e controllo: La tecnologia consente di eseguire in pochi minuti passaggi lavorativi che un tempo richiedevano diversi giorni. L’expertise umana rimane centrale: la verifica dei contenuti e l’approvazione finale spettano sempre alle collaboratrici e ai collaboratori, che guidano gli agenti IA mediante indicazioni precise. L’obiettivo è creare, attraverso la delega di processi strutturati, nuovi margini di manovra per idee innovative e per l’assistenza personale degli ospiti.
Vantaggio per il settore: Attualmente 15 organizzazioni turistiche partecipano al progetto. Esse sviluppano applicazioni adeguate alle esigenze e le condividono successivamente con tutti i partner del progetto. Questo scambio strutturato all’interno del settore garantisce la creazione di soluzioni innovative che possono integrarsi realisticamente nel lavoro quotidiano delle più svariate organizzazioni turistiche.Nel Werkpark, che si estende su una superficie di 1000 m², nel laboratorio del legno si sega, si leviga e si pialla, mentre nel laboratorio metallurgico si salda, si fora e si taglia. Nel laboratorio di oreficeria si lavorano pietre preziose, vetro e plastica, e nel laboratorio tessile si disegna e si cuce: non ci sono limiti alla creatività. Questa atmosfera ispira a sedersi alla prima macchina libera e a dare il via a un proprio progetto.
«Consideriamo gli agenti IA come strumenti che alleggeriscono il carico di lavoro delle collaboratrici e dei collaboratori, offrendo loro più spazio per la creatività, il pensiero strategico e una vera ospitalità.»
AI Local Guides: sapere locale scalabile con personalità
Questo progetto comune per rafforzare la digitalizzazione nel turismo è stato anch’esso sostenuto da Innotour. È nato da una stretta collaborazione tra Zurigo Turismo, Basilea Turismo, Lucerna Turismo, Grigioni Vacanze e la start-up svizzera Holoai SA. Insieme è stata sviluppata una soluzione innovativa che rende il sapere locale accessibile in qualsiasi momento, in modo personale, per ospiti e residenti – un forte segnale per una progettazione cooperativa del futuro digitale.
Il concetto: Invece di affidarsi a fonti internet generiche, gli «AI Local Guides» si basano sul sapere fare di esperte ed esperti locali. Le organizzazioni turistiche gestiscono direttamente questi contenuti esclusivi, mentre l’IA elabora le informazioni in tempo reale, su misura e in modo comprensibile per l’ospite. Questo approccio garantisce raccomandazioni affidabili che si distinguono nettamente dalle risposte standard. Inoltre, le destinazioni mantengono così il pieno controllo sulla qualità e sul contesto della loro comunicazione digitale.
Personalità individuali: Per rendere la tecnologia più vicina alle persone, le guide hanno ricevuto identità proprie che rispecchiano il carattere della rispettiva regione. A Basilea, ad esempio, il simpatico «Dr. Waggis», con il suo fascino locale, guida attraverso le tradizioni del Carnevale. Nei Grigioni, Lucia Casutt, in quanto tuttofare, offre una panoramica completa dell’intera regione. Ella collega abilmente diversi luoghi, temi e particolarità locali. Questa emozionalizzazione trasforma la consulenza digitale in un’esperienza personale.
Vantaggio per il settore: La piattaforma Joaia Guide Studio, sviluppata appositamente da Holoai SA, è da subito disponibile anche per altre destinazioni e attori turistici come soluzione basata su licenza.
Innotour – motore dell’innovazione turistica
Innotour è lo strumento di promozione della Confederazione (Segretariato di Stato dell’economia SECO) volto ad accrescere l’innovazione, la cooperazione nonché la costruzione e il trasferimento di sapere nel turismo.
Innotour è stato creato per aumentare il tasso d’innovazione e facilitare la prestazione comune. Innotour concentra la promozione a livello nazionale. Ciò significa che la maggior parte dei mezzi è impiegata per progetti a orientamento nazionale e per compiti di coordinamento nazionali. Grazie allo strumento dei progetti modello, vengono sostenuti anche progetti regionali e locali.
Strumento per gli aiuti finanziari: Avete un’idea di progetto? Lo strumento per gli aiuti finanziari di regiosuisse vi aiuta a trovare rapidamente gli strumenti di promozione adeguati al vostro progetto.
Un luogo per armeggiare, sperimentare e imparare: questo è il Werkpark nel cuore dell’Appenzello. Con i suoi laboratori tematici, questo progetto innovativo è unico in Svizzera. Il progetto, sostenuto dalla Nuova politica regionale, offre qualcosa per tutti nella regione: dalle PMI ai privati, dai giovani agli anziani, dagli studenti ai pensionati.
Nel Werkpark, che si estende su una superficie di 1000 m², nel laboratorio del legno si sega, si leviga e si pialla, mentre nel laboratorio metallurgico si salda, si fora e si taglia. Nel laboratorio di oreficeria si lavorano pietre preziose, vetro e plastica, e nel laboratorio tessile si disegna e si cuce: non ci sono limiti alla creatività. Questa atmosfera ispira a sedersi alla prima macchina libera e a dare il via a un proprio progetto.
«Condividiamo macchine e conoscenze»
Il Werkpark affronta le sfide economiche della regione su più livelli: durante le lezioni di attività creative e manuali della scuola secondaria di Gais, che si tengono ogni giovedì nel Werkpark, gli studenti come Jonas e Florian imparano a costruire da soli un divano telecomandato. Alla fiera di primavera OFFA trasportano i loro ospiti VIP con questo veicolo. In questo modo si risveglia l’interesse per i temi tecnici e artigianali. Allo stesso tempo acquisiscono competenze importanti per il mercato del lavoro, realizzando le loro idee in modo autonomo o in gruppo. In questo modo il Werkpark promuove in modo mirato la formazione di personale qualificato e contrasta così la carenza di manodopera qualificata nella regione.
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Macchine a un prezzo equo
Per le piccole imprese della regione, il Werkpark mette a disposizione una vasta gamma di macchinari: dai laser e dalle stampanti 3D alle fresatrici e alle macchine CNC, fino alle rettificatrici, alle saldatrici e alle segatrici per metalli. Aziende come la Hugener Tools AG utilizzano questi macchinari in base alle proprie esigenze e pagano solo per il tempo effettivo di utilizzo. «In questo modo abbiamo accesso a diverse macchine a un prezzo equo, senza dover acquistare ciascuna di esse. Così possiamo testare nuovi componenti, materiali e metodi di produzione e rimanere innovativi e competitivi», spiega Michèle Hugener. Anche l’artigiano della boissellerie Reto Mösli si reca regolarmente al Werkpark: ad esempio, incide con il laser scritte sulle impugnature delle corde per saltare e su altri oggetti in legno.
Anche i privati possono usufruire dell’offerta: il pensionato Kurt aveva bisogno di un gancio appendiabiti. Grazie a un coaching ha imparato a creare un modello 3D, a convertirlo in un file di stampa e a utilizzare la stampante 3D per la stampa del gancio. Il coach Simon Heim trasmette le sue conoscenze sulla stampa 3D e sulla tecnologia laser e sottolinea la varietà del Werkpark: «Il Werkpark è variegato non solo per le tecnologie meccaniche, ma anche per le persone che qui si riuniscono».
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Trampolino di lancio per le start-up
Il Werkpark è un polo di innovazione per le imprese esistenti e un trampolino di lancio per chi avvia una nuova attività. La collaborazione e lo scambio con scuole, istituti di formazione continua e privati favoriscono un’ampia rete di contatti nella regione. Con questo obiettivo in mente, il co-fondatore Danilo Just ha tratto ispirazione dalle palestre: «Le palestre sono facilmente accessibili, ben attrezzate e flessibili in termini di infrastrattura».
Innovazione per l’Appenzello grazie alla Nuova politica regionale
Il finanziamento iniziale della Nuova politica regionale (NPR) ha permesso di elaborare il concetto del Werkpark, di affittare e allestire l’edificio per mettervi a disposizione dei macchinari e renderlo accessibile al pubblico. Inoltre, è stato possibile attirare altri sponsor e sostenitori per il Werkpark.
Nel Cantone di Appenzello Esterno il 97%* di tutte le imprese è costituito da PMI. «Le innovazioni rappresentano una sfida economica e finanziaria per le PMI. Ci vuole tempo e risorse finanziarie affinché l’infrastruttura di base sia pronta e utilizzabile. Con la Nuova Politica Regionale offriamo il sostegno iniziale necessario a tal fine», spiega Tina Grosjean, responsabile NPR del Cantone di Appenzello.
Il co-promotore Danilo Just sta già pianificando il futuro con il suo team: «La nostra visione è di stabilire il Werkpark come un’infrastruttura a lungo termine per l’innovazione, la formazione e l’imprenditorialità nella regione di Appenzello».
*Schweizer KMU, Eine Analyse der aktuellsten Zahlen Ausgabe 2024
Un’escursione che coinvolge tutti i sensi e combina il movimento in montagna con la cucina regionale. Il progetto Sentieri del gusto San Gottardo mette in rete i fornitori locali lungo sentieri escursionistici tematici: gli ospiti assaggiano le specialità direttamente dai produttori, ascoltano le loro storie e scoprono così da vicino la cultura della regione del Gottardo. Ciò è reso possibile da un progetto che riunisce gastronomia, turismo e agricoltura locali, sostenuto dalla Nuova politica regionale (NPR).
Dall’idea all’escursione
L’idea è nata durante la pandemia di coronavirus. Quando i grandi eventi che aveva organizzato in passato sono stati cancellati, il promotore del progetto Niklaus Niederhauser ha cercato un’alternativa: esperienze su scala più piccola, prenotabili in modo flessibile e comunque vicine alle persone. Attraverso un annuncio è venuto a conoscenza del programma San Gottardo, che promuove lo sviluppo della regione del Gottardo in collaborazione con la Confederazione e i Cantoni di Uri, Grigioni e Ticino. Il programma punta sulla creazione di valore aggiunto sostenibile attraverso il turismo, l’utilizzo delle risorse locali e collaborazioni innovative. La visione alla base è quella di rendere la regione del Gottardo un luogo attraente dove vivere, lavorare e fare turismo, con posti di lavoro sicuri e nuovi e una maggiore competitività.
Come spiega Anja Beivi, responsabile del programma San Gottardo, il progetto dei sentieri del gusto è stato sviluppato all’interno del suo incubatore turistico. Questo mostra come idee turistiche innovative provenienti dalla zona del Gottardo possano essere avviate, testate e realizzate per promuovere in modo mirato la forza innovativa della regione. I sentieri del gusto San Gottardo sono stati premiati come uno dei migliori progetti. Beivi sottolinea anche quanto sia fondamentale la promozione dei fornitori locali per l’ulteriore sviluppo della regione.
È così che è nato il concetto di un’escursione culinaria con diverse tappe: i sentieri del gusto San Gottardo. Attualmente nella regione si contano tre percorsi di questo tipo: il percorso della birra dei Grigioni, il sentiero della birra di Monsteiner e il sentiero del gusto e delle leggende della Surselva. La maggior parte di questi sentieri è attualmente attiva e prenotabile soprattutto nei mesi estivi e all’inizio dell’autunno. Un percorso comprende da quattro a cinque tappe con una durata totale di circa due ore, che lasciano il tempo per immergersi nella natura. Gli ospiti passeggiano di fattoria in fattoria, di ristorante in ristorante, degustano ad esempio la birra grigionese o i capuns e scoprono chi c’è dietro questi prodotti. La particolarità dei percorsi è che combinano elementi già esistenti in un’esperienza del tutto nuova. Il tour può essere prenotato con breve preavviso e in formato digitale. I percorsi possono essere vissuti anche in modo classico su carta, per godersi appieno il panorama.
Per gli albergatori, come ad esempio la direttrice dell’Hotel Surselva, Beatrice Hug, questo concetto significa: nessun rischio, ma un vantaggio diretto. All’inizio, secondo Niederhauser, un ostacolo era spesso la paura dei ristoratori di dover pagare in anticipo, una preoccupazione che però è stata rapidamente dissipata. Quando gli ospiti prenotano, si genera un fatturato, mentre se non si presentano non si subisce alcuna perdita. Circa l’80-90% del valore aggiunto rimane nella regione. «Gli ospiti vivono incontri autentici e le aziende guadagnano fatturato e visibilità», afferma Niederhauser. Il team del progetto testa personalmente gli itinerari e cerca in modo mirato le aziende che desiderano partecipare. Spesso sono gli stessi fornitori a contattare il team. Quest’ultimo coordina il processo e accompagna l’attuazione in loco. «La fiducia delle persone nella regione è fondamentale. Solo così si crea una rete che funziona», afferma Niederhauser.
La NPR come motore del progetto
Fin dall’inizio, la NPR è stata la promotrice e il motore del progetto. Il suo sostegno ha permesso, tra l’altro, l’apertura dei sentieri, l’ulteriore sviluppo del sito web e l’ampliamento dell’offerta in diverse lingue. Attualmente l’offerta è prenotabile in tedesco e in italiano, ma in un secondo momento saranno aggiunti anche l’inglese e il romancio, che ha un carattere simbolico particolare nel Cantone dei Grigioni. «Il multilinguismo nella regione del Gottardo fa parte del patrimonio culturale. Grazie ad esso apriamo i percorsi a un pubblico più ampio», spiega Niederhauser. Il sostegno della NPR crea strutture, garantisce la sicurezza della pianificazione e conferisce al progetto una maggiore portata.
I percorsi del gusto sono più di una semplice offerta escursionistica. Rafforzano la gastronomia, l’industria alberghiera e l’agricoltura, avvicinano ospiti e abitanti del luogo e rendono visibile la cultura regionale. Nel frattempo attirano anche un numero sempre maggiore di visitatori dall’estero.
Uno sguardo al futuro
Si prevede di aprire altri sentieri, ad esempio in Ticino e in località meno battute dal turismo, e di offrirli tutto l’anno, anche in inverno. I partecipanti sono d’accordo: i percorsi del gusto del San Gottardo dimostrano come gastronomia e turismo possano insieme animare e arricchire una regione.
Maggiori informazioni sulla NPR e su come sostiene i progetti regionali:
Fonte dell’immagine: Surselva Tourismus/ Ida Sgier
Come delle case abbandonate nella Valle di Muggio si trasformano in un villaggio per gli ospiti
Trasformare case abbandonate in un vivace villaggio turistico: è questa l’idea alla base dell’Albergo Diffuso Monte Generoso. Claudio Zanini, uno dei promotori del progetto, punta sull’identità regionale, la sostenibilità e la creazione di valore aggiunto per il territorio locale. La Nuova politica regionale (NPR) sostiene finanziariamente il progetto, consentendo così la realizzazione di un concetto alberghiero decentralizzato in una regione periferica. Scoprite nel video come, nel cuore del Ticino, una valle intera e la sua regione alpina traggono vantaggio dal turismo e gli ospiti diventano parte integrante della vita del villaggio.
Una piccola oasi nell’estremità meridionale della Svizzera: attraverso strade tortuose fiancheggiate da boschi, piccole cappelle e viuzze serpeggianti si raggiunge il villaggio di Scudellate nella Valle di Muggio. Un tempo colpito dall’emigrazione e minacciato, ora sta rifiorendo. Alle sue spalle il Monte Generoso, davanti la vista sulla pianura italiana. Nelle giornate limpide si vede lo skyline di Milano e, con una visibilità perfetta, con il binocolo si scorge persino il Duomo.
Ospiti nella vita quotidiana di una valle nella regione del Monte Generoso
Qui, all’Albergo Diffuso Monte Generoso, Claudio Zanini accoglie personalmente i suoi ospiti. Con calore e una filosofia tutta sua: quella di una vita tranquilla in armonia con la natura. Indirizza gli ospiti sui sentieri escursionistici giusti, si prende cura di loro, racconta, ride. «Non viaggio più, sono i viaggiatori che vengono da me. Durante la stagione parliamo quattro o cinque lingue e ascoltiamo storie da tutto il mondo». Spesso nascono amicizie e molti ospiti tornano.
L’Albergo Diffuso è un concetto di hotel decentralizzato che punta sull’identità regionale, la sostenibilità e la creazione di valore locale. Diverse infrastrutture nella regione del Monte Generoso, come ristoranti, hotel, B&B, ostelli, rifugi e negozi con diversi proprietari, sono riunite sotto un unico marchio. I servizi centralizzabili come il marketing, la comunicazione, ma anche gli acquisti, la logistica, i trasporti e l’accoglienza vengono raggruppati a vantaggio di tutti, perché in questo modo le singole aziende risparmiano sui costi.
Nel 2021 è stato avviato il progetto dell’Albergo Diffuso con la ristrutturazione dell’Osteria Manciana e dell’ostello di Scudellate. Negli anni successivi sono stati ristrutturati e aperti al pubblico il Panorama Lodge «La Casa dei Gelsi», la Capanna «Alpe di Caviano» e l’Hotel «Cà Nani». Quest’ultimo si trova in un altro villaggio della Valle di Muggio. Attualmente sono quindi cinque le strutture ricettive affiliate al progetto. A Scudellate tre delle strutture ricettive si trovano a pochi passi l’una dall’altra, mentre le distanze dalle altre sono leggermente maggiori. Gli ospiti che scelgono uno di questi alloggi dell’Albergo Diffuso non si limitano a pernottare, ma si immergono nella vita della regione con la sua ricca offerta naturalistica e culturale. Fanno la spesa nel negozio del paese, mangiano nel grottino, passeggiano nei boschi di castagni. Incontrano la gente del posto e scoprono molti luoghi in altri piccoli villaggi.
Il sostegno della Nuova politica regionale (NPR) come parte del percorso
Claudio Zanini, originario della regione, ha acquistato per questo scopo alcune case nel suo paese natale, vecchi edifici in pietra, alcuni dei quali quasi in rovina. La realizzazione di un progetto di questo tipo è impegnativa e richiede, oltre all’idealismo, anche risorse e un’attenta pianificazione. In questo senso, il progetto è stato decisamente rafforzato dal sostegno della Nuova politica regionale (NPR). Secondo Claudio Zanini, promotore del progetto, il contributo finanziario della NPR ha permesso di sviluppare gradualmente l’iniziativa e di realizzare le prime fasi.
La Nuova politica regionale è, secondo Zanini, «la base dell’intero progetto». Grazie al suo sostegno finanziario è stato possibile realizzare il progetto di ristrutturazione dei vecchi edifici e avviare l’attività dell’Albergo Diffuso.
Impatto turistico per un’intera regione
Anche Nadia Fontana Lupi, Direttrice di Mendrisiotto Turismo, vede il potenziale del progetto ben oltre i singoli pernottamenti. Nel video spiega: «L’Albergo Diffuso porta nuova vita nella valle e sul Monte Generoso. Non si tratta solo di turismo, ma di impulso economico, identità regionale e nuova consapevolezza per la popolazione locale».
Il progetto Albergo Diffuso è un esempio di come la Nuova politica regionale possa dare nuovi impulsi. Proprio nelle regioni periferiche come la Valle di Muggio si vede concretamente cosa può significare lo sviluppo regionale: si utilizzano le risorse locali esistenti, nascono nuove offerte, si rafforza l’identità della regione. Il valore aggiunto rimane nella valle e i villaggi ricevono nuovo slancio.
Attualmente l’Albergo Diffuso conta circa 80 posti letto. L’obiettivo è quello di costruire ulteriori infrastrutture nei prossimi anni e di sviluppare ulteriormente il concetto, con nuove case e soluzioni digitali per far prosperare ulteriormente la regione. A tal fine è necessaria una politica che continui a sostenere tali iniziative.
«La NPR ha un grande impatto e continuerà ad averlo anche in futuro», afferma Zanini.
Maggiori informazioni sulla NPR e su come promuove le idee progettuali nelle regioni:
Il programma di coaching di HotellerieSuisse e SECO ha ottenuto risultati significativi
Nella primavera del 2020, il settore alberghiero è stato duramente colpito dalla pandemia di Covid-19 e dalle misure di protezione adottate dal Consiglio federale. Per sostenere le aziende è stato lanciato il programma di coaching di HotellerieSuisse e SECO con il sostegno finanziario della Nuova politica regionale (NPR). Grazie a sessioni di coaching di più giorni orientate alle esigenze, centinaia di piccole e medie imprese individuali hanno potuto migliorare la loro sostenibilità futura. In occasione di un evento conclusivo a Thun, i partecipanti si sono incontrati e hanno scambiato le loro esperienze.
«In realtà volevo preparare il mio pensionamento nell’ambito di questo coaching. Insieme al coach, però, abbiamo lavorato soprattutto sui nostri processi e procedure»
Ruth Thierstein del Boutique Hotel Matterhorn Lodge di Zermatt
È lei la voce di una delle quasi 300 aziende che negli ultimi anni hanno partecipato al programma di coaching di HotellerieSuisse. Nel suo intervento spontaneo continua: «Il risultato è che ora posso delegare molto al mio giovane direttore. All’inizio ci sono voluti molto coraggio e anche forza di convinzione, ma alla fine questo coaching è stato un regalo enorme per me e per il nostro hotel».
Nel corso di una breve tavola rotonda, Martina Anderberg, una delle coach coinvolte, ha descritto la sua esperienza lavorativa: «Molte aziende raramente hanno la possibilità, nella routine quotidiana, di affrontare le questioni davvero critiche. Per trovare il coraggio di cambiare rotta è necessario un sostegno esterno».
All’inizio della pandemia di Covid-19, nella primavera del 2020, il Consiglio federale ha adottato misure che hanno pesato fortemente sul settore ricettivo. Per sostenerle, nel febbraio 2021 la SECO ha lanciato, in collaborazione con HotellerieSuisse, il programma di coaching per il settore alberghiero. Il progetto è stato cofinanziato con fondi della Nuova politica regionale e mirava a rafforzare soprattutto le piccole e medie imprese individuali, come il Boutiquehotel Matterhorn Lodge. Il coaching è stato disponibile da aprile 2021 a giugno 2024.
Al programma hanno partecipato aziende provenienti da tutte le regioni del Paese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (da 10 a 60 camere). Particolarmente rappresentate erano le aziende delle regioni montane e rurali. È stato così possibile raggiungere un importante obiettivo del programma, ovvero quello di dispiegare i suoi effetti nel perimetro della NPR. Nel corso di un massimo di cinque giornate di coaching per azienda è stato possibile affrontare temi quali l’efficienza dei costi grazie a strutture di processo ottimizzate, una distribuzione di successo attraverso un posizionamento chiaro, una migliore presenza online con una strategia di digitalizzazione, l’attuazione coerente di misure di sostenibilità nell’ambito di una strategia globale o il rafforzamento del profilo dell’azienda attraverso l’employer branding.
L’offerta è stata molto apprezzata dalle aziende e giudicata estremamente utile. Il 75% delle aziende partecipanti ha dichiarato che il coaching ha influito positivamente sullo sviluppo della propria attività. Tra gli effetti collaterali positivi del programma figurano una maggiore apertura al coaching nel settore e nuovi impulsi per ulteriori investimenti e collaborazioni.
Inoltre, il coaching ha aiutato le aziende anche nella definizione della strategia. Se all’inizio del programma di coaching solo il 32% delle aziende disponeva di una strategia scritta, sei mesi dopo la conclusione era già il 54%.
«Onestamente, all’inizio ero scettico. È sempre una sfida trovare qualcuno che ci ascolti e capisca le nostre esigenze e le nostre sfide. Con questo coaching, però, abbiamo ottenuto risultati su cui oggi possiamo continuare a lavorare»
Ron Pêtre dell’Hotel Sonnenberg di Kriens
Il punto di vista esterno del coach è stato molto utile per riposizionarsi in modo nuovo e orientato al futuro. Lo ha confermato anche Peter Vollmer, gestore dell’Hotel Regina di Mürren, che durante il coaching ha approfondito i temi dell’employer branding e della digitalizzazione.
Efficienza e buon rapporto costi-benefici
Il costo totale è stato di circa 2,34 milioni di franchi, di cui 1,84 milioni sono stati finanziati dalla Nuova politica regionale (NPR) della Confederazione. HotellerieSuisse era responsabile dell’attuazione operativa del programma. Il rapporto costi-benefici è giudicato molto positivo: con i fondi stanziati è stato possibile sostenere un gran numero di aziende in base alle loro esigenze. Il programma di coaching ha quindi contribuito in modo sostenibile al rafforzamento e alla professionalizzazione del settore alberghiero svizzero e può servire da modello per future iniziative di promozione. L’ampia accettazione e i miglioramenti dimostrabili nelle aziende sottolineano il successo del coaching.
Alla domanda se questo progetto di successo potesse essere portato avanti, Barbara Friedrich, responsabile del reparto Membri & Sviluppo di HotellerieSuisse, ha spiegato che la sua associazione non è in grado di finanziare un programma di questo tipo senza fondi di terzi. Anche Martin Saladin, Capo della Direzione per la promozione della piazza economica presso la SECO, ha spiegato che non è possibile proseguire il progetto, poiché la NPR è concepita come finanziamento iniziale. Ha tuttavia sottolineato che la SECO mette a disposizione già da tempo diversi strumenti di promozione, anche in collaborazione con i Cantoni, per rendere possibili progetti di questo tipo. Per lui è importante che in futuro ci si impegni ancora di più per mettere in rete gli attori giusti e favorirne lo scambio, al fine di sviluppare strumenti che rispondano alle esigenze delle parti coinvolte. «Sono sempre disponibile ad ascoltare per imparare di più e capire meglio ciò che è necessario», ha concluso Saladin.
Puntata 5: Digitourism: la digitalizzazione del settore turistico vallesano
Puntata 5: Digitourism: la digitalizzazione del settore turistico vallesano
Negli ultimi tre anni Digitourism ha accompagnato sul cammino della digitalizzazione oltre 380 aziende del settore turistico del Canton Vallese attraverso 450 progetti. L’iniziativa, pensata tenendo conto della diversità e della frammentazione dell’industria turistica, ha favorito la creazione di una comunità prospera composta da oltre 500 membri. Collaborando con attori locali che dispongono di competenze in ambito digitale e grazie al sostegno della Nuova politica regionale (NPR) a livello cantonale, Digitourism ha contribuito a rafforzare le aziende coinvolte in termini di processi interni e visibilità, permettendo al tempo stesso la realizzazione di progetti non convenzionali, come lo sviluppo di giochi per dispositivi mobili per eventi quali la gara di corsa in montagna Sierre-Zinal. La NPR sostiene queste iniziative regionali al fine di promuovere la sostenibilità in ambito economico e di salvaguardare o di creare posti di lavoro.
Intervengono Jérome Salamin, responsabile del progetto Digitourism e Valentin Genoud, direttore aggiunto della gara di corsa in montagna Sierre-Zinal
Vous écouterez Jérome Salamin, chef du project Digitourism et Valentin Genoud, Directeur Adjoint de la Course Sierre-Zinal.
Sentieri del vino nel Weinland zurighese: sapori, know-how e innovazione digitale
Negli ultimi anni i sentieri tra i vigneti del Weinland zurighese hanno conosciuto un forte sviluppo anche per merito della Nuova politica regionale. Nuovi percorsi, esperienze enogastronomiche e tool digitali fanno della regione una meta escursionistica unica per chi ama il vino e la natura. In questo angolo idilliaco del Cantone di Zurigo, tradizione e modernità si sposano alla perfezione.
I sentieri del vino del Weinland zurighese, regione che si estende sul territorio di venti Comuni a nord del Cantone di Zurigo, hanno subito una trasformazione negli ultimi quattro anni. Creati e segnalati nel 2011, gli otto incantevoli percorsi che si snodano tra i vigneti offrono anche l’opportunità di vedere da vicino il lavoro dei viticoltori. Con il passare del tempo, il vento, le intemperie e i macchinari agricoli hanno danneggiato i pannelli e i cartelli, rendendo necessario un intervento per rinnovare la segnaletica. Il progetto di rinnovo si è rivelato un successo per tutte le parti coinvolte e per la regione del Weinland zurighese.
Foto: ProWeinland
Un nuovo inizio per i sentieri del vino
Dopo un’analisi dettagliata degli otto itinerari, grazie anche alle nuove possibilità offerte dalla Nuova politica regionale (NPR), l’agenzia di management regionale ProWeinland ha deciso di ripensare completamente il concetto esistente nell’intento di creare un’offerta ancora più accattivante per gli escursionisti ma anche per i produttori della regione. Un passo fondamentale in questo senso è stato il coinvolgimento diretto di 16 aziende vinicole le cui tenute sono costeggiate dai sentieri. In collaborazione con queste aziende e con il supporto dell’associazione Zürcher Wanderwege, sono stati progettati nuovi percorsi che passano davanti alle cantine senza fare deviazioni. Il risultato è una combinazione perfetta di natura, enoturismo e contatto diretto con i produttori. Anche la segnaletica degli itinerari è stata migliorata in base alle disposizioni e alle direttive dell’associazione Zürcher Wanderwege.
Esperienze gustative lungo i percorsi
Un’altra novità del progetto sono le quattro offerte enoturistiche che permettono in particolare a gruppi di piccole dimensioni di degustare i vini locali in un’atmosfera conviviale. A tal fine, si è dato vita a uno stretto partenariato con una trentina di attività locali, come ristoranti, panetterie, macellerie e caseifici, per integrare le specialità regionali nell’offerta escursionistica.
Offerta Wine, Dine & Hike: su due percorsi – dalle cascate del Reno a Rudolfingen e lungo la Stammertal – gli escursionisti possono gustare in tre ristoranti specialità regionali accompagnate da due bicchieri di vino dell’azienda vinicola locale.
Offerta Wine-bag sull’itinerario Schiterberg e Flaachtal: gli escursionisti ricevono un «wine-bag» con formaggio, salumi, pane e un bicchiere per degustare i vini in varie postazioni. Sull’itinerario Schiterberg, il vino si sorseggia nelle tradizionali Räbhüsli, su quello lungo la Flaachtal nel pacchetto di degustazione è già compresa una bottiglia di vino.
Foto: ProWeinland
Impatto: numeri record e innovazioni digitali
Grazie al progetto, i viticoltori godono di maggiore visibilità e beneficiano del valore aggiunto creato, mentre gli escursionisti vivono un’esperienza unica.
Un’occhiata al numero di visitatori mostra che le novità hanno un effetto tangibile. Il numero di visitatori, che nel 2023 si attestava a 340, è quasi raddoppiato nel 2024. Un successo che ha spinto i promotori a portare avanti il progetto.
Dalla primavera del 2025, il sentiero del vino nella Stammertal sarà completato da un’innovazione digitale: l’app «mapstogo». Scansionando i codici QR presenti in otto punti lungo il percorso, gli escursionisti riceveranno informazioni sulla viticoltura, sulle particolarità regionali e su problematiche tipiche quali le malattie della vite o i parassiti. Questa trasmissione di conoscenze alla portata di tutti migliora la dimensione informativa e rende il percorso interattivo. A termine, tutti gli itinerari saranno integrati nell’app e anche altri attori regionali, come i musei, potranno beneficiare della piattaforma.
Foto: ProWeinland
Quando la tradizione incontra l’innovazione
La digitalizzazione valorizza la fruizione dei sentieri e rende più tangibile la viticoltura nella regione del Weinland zurighese. È un esempio riuscito di come un paesaggio rurale tradizionale possa ricevere un nuovo impulso dall’utilizzo dalle moderne tecnologie. Grazie alla stretta collaborazione tra viticoltori, aziende di ristorazione e operatori turistici, l’offerta resta dinamica ed è costantemente sviluppata.
Da tempo i sentieri del vino sono più di una semplice passeggiata tra i vigneti: sono un invito alla scoperta, alla degustazione e alla comprensione del territorio. Chi vuole scoprire il vino e i vigneti di Zurigo in tutte le loro sfaccettature vi troverà la combinazione perfetta di natura, specialità culinarie e innovazione digitale.
Anche se il Cantone di Zurigo è economicamente forte, due regioni soddisfano i requisiti per accedere ai finanziamenti nell’ambito della NPR: il Zürcher Berggebiet e il Zürcher Weinland. L’attuazione della NPR nel Cantone è garantita da due associazioni: Standortförderung Zürioberland e ProWeinland. Entrambe le associazioni sostengono i promotori di progetti esterni, ma possono anche lanciare progetti propri che soddisfino i criteri chiave della NPR e offrano un valore aggiunto alla regione.
La SECO e i Cantoni sostengono le destinazioni turistiche nel riorientamento dell’offerta
Per molte destinazioni, il turismo invernale è d’importanza vitale. A causa dei cambiamenti climatici, in molte località si prevedono stagioni invernali più brevi nonostante l’innevamento artificiale. Per molte destinazioni, il turismo invernale è d’importanza vitale. Nell’ambito degli strumenti di promozione della Nuova politica regionale (NPR), di Interreg e di Innotour, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sostiene una serie di progetti che puntano ad aiutare le destinazioni turistiche ad adattarsi ai cambiamenti climatici.
Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla copertura nevosa in Svizzera sono preoccupanti: dal 1970 a oggi, il numero di giorni di innevamento sotto gli 800 metri di quota si è dimezzato, mentre a 2000 metri si è ridotto del 20 percento. Secondo gli scenari climatici di MeteoSvizzera, questa tendenza si protrarrà nei prossimi anni e decenni. È probabile che sotto i 1500 metri di quota sarà sempre più difficile che le stazioni sciistiche rimangano redditizie (Funivie Svizzere, 2024). Questo è dovuto non solo all’innalzamento del limite delle nevicate, ma anche alla diminuzione del numero di giorni sufficientemente freddi per l’innevamento artificiale. A titolo di esempio, a Engelberg, a quota 1037 metri, il numero di giorni con temperatura massima inferiore a 0° C si è quasi dimezzato rispetto agli anni 1970, passando da poco più di 40 a poco più di 20 giorni (MeteoSvizzera, 2024). Ai cambiamenti climatici si aggiungono la crescente concorrenza internazionale e l’evoluzione demografica. Dall’inizio degli anni 1990 questi fattori hanno determinato un calo delle presenze nelle stazioni sciistiche (skier-days) di oltre il 30 percento a livello nazionale (Funivie Svizzere, 2024c).
I progetti illustrati di seguito presentano processi e soluzioni per gestire il problema della mancanza di neve e le opportunità e i rischi connessi per le destinazioni turistiche.
Progetto Innotour «Kompass Schnee»: garanzia di innevamento e cambiamenti climatici
In collaborazione con l’Associazione svizzera dei manager del turismo (ASTM) e Svizzera Turismo, Funivie Svizzere ha lanciato il progetto «Kompass Schnee». Finanziato da Innotour, il progetto mira a aiutare le destinazioni turistiche a definire strategie per affrontare i cambiamenti delle condizioni climatiche e di innevamento. Sulla base dei dati e delle proiezioni climatiche attuali e in collaborazione con il Politecnico di Zurigo e l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), il promotori del progetto stanno sviluppando uno strumento destinato alle regioni di sport invernali per valutare le condizioni di innevamento attuali e future e definire misure di adattamento, tra cui l’ottimizzazione dell’offerta di sport invernali (p. es. attraverso l’innevamento artificiale e la modifica della durata della stagione), ma anche una maggiore promozione delle offerte che non dipendono dalla presenza di neve, come la cultura e la gastronomia. Nell’ambito del progetto è stata elaborata una scheda informativa sugli scenari climatici per l’inverno 2050 (Funivie Svizzere, 2024). «Kompass Schnee» si protrarrà fino al 2026. Ulteriori risultati verranno resi pubblici probabilmente nel corso dell’estate 2025 (Funivie Svizzere, 2024b).
Progetto Interreg «Beyond Snow»: alternative al turismo invernale puro
Molte stazioni sciistiche sotto i 1500 metri di quota dovranno riorientarsi strategicamente per ridurre la loro dipendenza dagli sport invernali classici. Il progetto Interreg «BeyondSnow» (2022-2025), finanziato nell’ambito della Nuova politica regionale (NPR), sostiene nove destinazioni turistiche di sei Paesi alpini particolarmente colpite dalla mancanza di neve. L’obiettivo è di aiutarle a impostare il percorso di adattamento e riorientamento. A partecipare come destinazione pilota per la Svizzera è la stazione di Sattel-Hochstuckli nel Cantone di Svitto, che nel 2023 è stata costretta a smantellare due dei tre impianti di risalita a causa di difficoltà finanziarie. Una decisione che ha suscitato viva emozione, come spiega Peter Niederer, vicedirettore del Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), che ha lanciato il progetto: Sattel-Hochstuckli è infatti una delle prime stazioni sciistiche nate nelle Prealpi e la pratica dello sci fa parte della tradizione locale. Per questa ragione si è deciso di coinvolgere sistematicamente nel progetto gli attori locali. Con la partecipazione della popolazione sono state individuate 22 misure per preparare la destinazione alle sfide future. L’accento è stato posto sulla destagionalizzazione del turismo, sugli investimenti in eventi e cooperazioni e sulla riduzione dei costi fissi. Parallelamente si punta a fare in modo che l’infrastruttura sciistica sia utilizzabile modo flessibile quando le condizioni di innevamento lo consentono. Le destinazioni sciistiche che partecipano al progetto traggono vantaggio dallo scambio di esperienze. A Sattel-Hochstuckli, per esempio, si sta pensando di organizzare un evento di ultra trail ispirato a Métabrief (FR), un’altra destinazione che partecipa a «BeyondSnow». In futuro sarà sviluppato anche uno strumento decisionale digitale accessibile al pubblico per aiutare altre destinazioni turistiche ad adattarsi in modo proattivo al cambiamento delle condizioni di innevamento attraverso il riorientamento e la diversificazione dell’offerta (SAB, 2024).
Una serie di inverni con poca neve ha reso inevitabile un riorientamento. Sattel-Hochstuckli nel febbraio 2023 (foto Thomas Egger, SAB).
Progetto Interreg «TransStat»: strategia sostenibile per il futuro dello sci nelle Alpi
Il progetto Interreg «TransStat» (2022-2025) coinvolge nove destinazioni sciistiche alpine in cinque Paesi e persegue un obiettivo simile a «Beyond Snow». Nelle destinazioni selezionate si sta sperimentando un approccio condiviso che coinvolge gli attori locali nell’ambito del quale vengono sviluppati scenari futuri per un turismo (sciistico) sostenibile. Questi scenari serviranno da base per impostare il processo di transizione. A tale scopo, «TransStat» sta creando una rete fisica e digitale di comprensori sciistici ‘in transizione’ per condividere conoscenze ed esperienze sul futuro. Un ulteriore obiettivo è quello di elaborare raccomandazioni politiche non solo per l’Arco alpino ma anche per i contesti regionali.
Progetto Innotour «Destinazioni resilienti al cambiamento climatico»: serve un approccio globale
Nelle destinazioni delle regioni di montagna i cambiamenti climatici comportano molteplici impatti che interessano direttamente il turismo. Il progetto «Destinazioni resilienti al cambiamento climatico» (2024-2026), promosso da Grigioni Vacanze (ente responsabile) e finanziato da Innotour, punta su un approccio complessivo. Martina Hollenstein Stadler, responsabile della sostenibilità di Grigioni Vacanze, spiega che l’obiettivo è fare in modo che le destinazioni turistiche affrontino in modo proattivo le sfide legate ai cambiamenti climatici. Precisa che il progetto non affronta solo la problematica della mancanza di neve, ma anche altri rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici. A titolo di esempio, per effetto delle estati sempre più calde nei centri urbani dell’Altopiano, le destinazioni di montagna devono prepararsi a un aumento delle presenze legato all’afflusso di persone in cerca di frescura (Serquet & Rebetez, 2011). D’altro canto, però, le precipitazioni sempre più intense provocheranno sempre più inondazioni e colate detritiche. Il progetto mira a garantire che le destinazioni partecipanti sviluppino un loro business model sostenibile a lungo termine. Nelle tre destinazioni pilota dei Grigioni (Lenzerheide, Engadin Samnaun Val Müstair e Vorderes Prättigau) è stato analizzato l’impatto diretto dei cambiamenti climatici sull’offerta e sono stati individuati i principali rischi e opportunità. Il team del progetto ha approntato una tabella di marcia e affiancherà le destinazioni nella prima fase di attuazione. Martina Hollenstein sottolinea che diventare resilienti ai cambiamenti climatici non è uno sprint, ma una maratona: «il nostro ruolo è avviare un processo che si protragga ben oltre la fine dei finanziamenti di Innotour». Il successo a lungo termine di una destinazione dipende anche dalla sua capacità di sfruttare le opportunità che si presentano.
I partecipanti al workshop organizzato nella destinazione Engadin Samnaun Val Müstair identificano le offerte e le infrastrutture colpite dai cambiamenti climatici (foto: Raphael Portmann).
La Nuova politica regionale (NPR) sostiene progetti di riorientamento del turismo
Il cambiamento può anche essere un’opportunità. La Nuova politica regionale (NPR), finanziata congiuntamente dalla Confederazione e dai Cantoni, offre alle destinazioni e alle aziende molte possibilità per cogliere le opportunità legate ai cambiamenti climatici. Finanzia per esempio studi di fattibilità per progetti di riorientamento dell’offerta turistica, come il Fideriser Heuberge in Prettigovia, o la riorganizzazione strategica di impianti di risalita, come quelli della società Wiriehornbahnen AG. Inoltre, mette a disposizione fondi per la pianificazione di misure concrete volte a promuovere il turismo estivo, ad esempio l’offerta di mountain bike nella destinazione Engelberg-Titlis, o per strategie turistiche integrate, ad esempio a Kandersteg.
I cambiamenti climatici rappresentano una sfida importante per il turismo svizzero. Attraverso i progetti descritti, alcuni dei quali presentati anche nell’ultimo numero della rivista Insight di Innotour, la SECO si impegna a sostenere il settore del turismo nella ricerca di soluzioni. Oltre a finanziare progetti, la politica del turismo della SECO mira a sostenere l’adattamento ai cambiamenti climatici, per esempio attraverso lo sviluppo e il trasferimento di conoscenze nell’ambito del «Forum Turismo Svizzera».
Innotour promuove l’innovazione, la collaborazione e lo sviluppo delle conoscenze nel settore del turismo. Il programma concentra la promozione a livello nazionale. Questo significa che la maggior parte dei mezzi a disposizione è impiegata per finanziare progetti e compiti di coordinamento di portata nazionale. Parallelamente, con lo strumento dei progetti modello vengono promossi anche progetti di portata regionale e locale.
Interreg offre la possibilità di realizzare progetti transfrontalieri concreti per lo sviluppo delle regioni. La cooperazione è finanziata in numerosi settori dall’UE, dai Paesi confinanti, dai Cantoni, dalla Confederazione e da privati. La partecipazione della Svizzera è finanziata nel quadro della Nuova politica regionale (NPR). I contributi della Confederazione provengono dal Fondo per lo sviluppo regionale e devono essere utilizzati per progetti che contribuiscono a rafforzare la competitività delle regioni. I contributi dei Cantoni, di importo equivalente, possono invece essere destinati anche a progetti che non servono direttamente a creare valore o a sviluppare l’economia regionale.
Con la Nuova politica regionale (NPR), la Confederazione e i Cantoni sostengono lo sviluppo economico delle regioni di montagna, delle aree rurali e delle regioni frontaliere. Nel 2024 ha preso il via il terzo programma di attuazione pluriennale della NPR (2024–2031). Se da un lato le attuali priorità di promozione tematiche («industria» e «turismo») sono mantenute, dall’altro è prevista la possibilità di sostenere, a determinate condizioni, piccoli progetti infrastrutturali con contributi a fondo perso. Inoltre, tra i temi trasversali verrà dato particolare risalto all’economia locale, che andrà a completare l’orientamento alle esportazioni della NPR, allo sviluppo sostenibile e alla digitalizzazione.
Serquet, G., Rebetez, M. Relationship between tourism demand in the Swiss Alps and hot summer air temperatures associated with climate change. Climatic Change108, 291–300 (2011). https://doi.org/10.1007/s10584-010-0012-6
Puntata: «Ticino a Te» – creazione di valore regionale
A fine 2024, il Ticino ha ottenuto il riconoscimento Cercle régional per il suo impegno nello sviluppo di catene di valore regionale. Questo risultato è da attribuire all’efficace lavoro di promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari del territorio nella ristorazione e nell’albergheria locale svolto in particolare con i progetti «Ticino a Te» e «Ticino a Tavola». In questa puntata di «Regioni al microfono», Sibilla Quadri, direttrice del Centro di Competenze Agroalimentari Ticino, presenta i due progetti e spiega perché è importante promuovere la cooperazione tra tutti gli attori interessati e in che modo i progetti possano trarre vantaggio dalle risorse e dalle esperienze disponibili.
«Siamo l’anello di congiunzione nella catena del valore della filiera agroalimentare ticinese»
Riunire tutti gli attori della filiera
Dal 2016 «Ticino a Te» si impegna a favore della cooperazione intersettoriale tra gli attori della filiera agroalimentare ticinese – agricoltura, trasformazione, distribuzione, ristorazione e albergheria. Sibilla Quadri, responsabile del progetto, sottolinea l’importanza di mettere in rete tutti i soggetti coinvolti. «Ticino a Te» dà visibilità ai produttori locali, consentendo loro di raggiungere una platea di clienti più ampia. D’altro canto, permette ai consumatori di scoprire i produttori attivi sul territorio e la loro offerta di prodotti.
Nell’ambito di «Ticino a Te» sono state promosse diverse iniziative, tra cui «Ticino a Tavola», un’iniziativa nata dalla collaborazione tra GastroTicino, il Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) e l’Unione Contadini Ticinesi, alla quale hanno aderito 103 aziende di ristorazione. I ristoratori che hanno aderito all’iniziativa si impegnano a proporre almeno un menù dia tre portate oppure quattro piatti composti almeno al 60 % da prodotti ticinesi e a riservare ai vini ticinesi almeno il 40 % della loro carta. Nell’ambito dell’iniziativa, ogni anno vengono serviti 400 000 piatti preparati con prodotti ticinesi. Questo genera un fatturato di 3,5 milioni di franchi, gran parte dei quali torna agli agricoltori e ai trasformatori attivi sul territorio sotto forma di indotto.
«Se si conosce l’origine di un prodotto lo si apprezza di più».
Non conta solo il prezzo
Alla domanda se i prodotti regionali possono reggere la concorrenza di quelli della grande distribuzione a livello di prezzo, Quadri risponde che se un prodotto industriale è stato fabbricato nelle stesse condizioni di un prodotto locale i prezzi sono spesso comparabili e cita come esempio l’allevamento rispettoso degli animali (p. es. polli) o la retribuzione dei lavoratori. Sottolinea però che molto spesso il confronto viene fatto tra prodotti fabbricati in condizioni totalmente diverse.
Un compito importante di «Ticino a Te» è proprio quello di far conoscere queste differenze a livello di produzione: in collaborazione con 90 mense scolastiche, il progetto si impegna a offrire agli allievi del Cantone piatti preparati con prodotti del territorio. Secondo Quadri, è importante che i bambini imparino ad apprezzare il valore dei prodotti regionali, visto che saranno i consumatori di domani. Il progetto punta anche ad avvicinare le persone, in particolare quelle che vivono in città, ai luoghi di produzione sul territorio. Quadri è convinta che se si conosce l’origine di un prodotto, lo si apprezza si apprezza di più.
Impatto a lungo termine
Non è un caso se il Ticino abbia ottenuto più di un riconoscimento per il suo impegno nello sviluppo di catene di valore regionale. La giuria del Cercle régional ha apprezzato in particolare la passione con cui «Ticino a Te» è stato lanciato e promosso ed è rimasta impressionata dall’impatto e dai risultati conseguiti con un budget limitato. Oltre ai finanziamenti cantonali, «Ticino a Te» ha potuto beneficiare di un finanziamento iniziale nell’ambito della NPR. Dal quinto anno di attività, il Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) è finanziato esclusivamente dal Canton Ticino.
Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia del Cantone Ticino, spiega: «Il CCAT è stato sostenuto come progetto pilota attraverso la politica economica regionale con l’intento di mettere in rete tutti gli attori presenti sul territorio (produttori, consumatori, trasformatori, ristorazione, turismo) e favorire lo sviluppo di progetti innovativi capaci di valorizzare la ricchezza agroalimentare del Ticino. Visti i suoi effetti positivi anche per la competitività del settore primario, il Cantone ha deciso di dare continuità all’iniziativa con un contributo ricorrente previsto dalla Legge cantonale sull’agricoltura».
Quadri sottolinea quanto sia stato importante il sostegno iniziale: «Il progetto ha potuto partire grazie ai fondi della NPR e del Cantone. È importante dare continuità al nostro lavoro per il futuro del Ticino. Serve molto impegno ma servono anche tante risorse finanziarie».
Il Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) gestisce, coordina e sviluppa progetti nel settore dell’agricoltura e dell’alimentazione. Dispone di un’ampia rete di contatti e punta a creare sinergie tra vari progetti. Grazie alle esperienze maturate nell’ambito dello sviluppo di «Ticino a Te» e della cooperazione con il settore della ristorazione, è un partner privilegiato per la promozione e la realizzazione di progetti di sviluppo regionale, in particolare di PSR.
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