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L’Aiuto alla montagna dà futuro

La Nuova Politica Regionale (NPR) e l’Aiuto svizzero alla montagna perseguono lo stesso obiettivo: promuovere lo sviluppo economico delle regioni strutturalmente svantaggiate, favorire l’innovazione e garantire l’occupazione. Mentre l’NPR finanzia solo progetti interaziendali, il sostegno dell’Aiuto svizzero alla montagna è rivolto alle piccole e microimprese, alle cooperative o alle associazioni private. In questo articolo, Martin Abderhalden dell’Aiuto svizzero alla montagna illustra i loro criteri di finanziamento. 

La popolazione svizzera di montagna è innovativa e prende in mano il proprio futuro. A volte, però, mancano i mezzi finanziari per realizzare progetti importanti, ed è qui che entra in gioco l’Aiuto svizzero alla montagna. 

L’Aiuto svizzero alla montagna è una fondazione finanziata da donazioni che ha come obiettivo mantenere e creare posti di lavoro nelle regioni montane svizzere. Contribuisce così in modo significativo a mantenere viva l’economia delle zone di montagna e a offrire prospettive a lungo termine alla popolazione che vi risiede.

 Il sostegno dell’Aiuto svizzero alla montagna è rivolto alle piccole e microimprese, alle cooperative o alle associazioni del settore privato attive nell’area montana. Vengono finanziati gli investimenti in diversi settori rilevanti per lo sviluppo regionale. Tra questi figurano l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli, il turismo e la ristorazione, il commercio e le aziende manifatturiere – compresa la lavorazione del legno – ma anche i negozi di paese e gli asili nido, che svolgono un ruolo fondamentale per l’attrattiva e i servizi di base dei comuni di montagna.

Il sostegno dell’Aiuto svizzero alla montagna si basa su due principi fondamentali: la necessità finanziaria e il finanziamento dei costi residui. L’ultimo punto significa che la responsabilità principale del finanziamento di un investimento è di chi promuove il progetto. Nel caso in cui le risorse proprie non siano sufficienti, in termini di fondi propri, manodopera e/o materiale, devono venire sondate altre possibilità di finanziamento da parte terza, quali per esempio gli aiuti pubblici agli investimenti, prestiti bancari e di altro tipo. Qualora tuttavia tali fondi, propri e esterni, non siano sufficienti a coprire l’investimento, solo allora l’Aiuto svizzero alla montagna può intervenire a coprire la somma mancante con un contributo a fondo perduto.  

 Grazie a questo sostegno mirato, l’Aiuto svizzero alla montagna rende possibili investimenti decisivi per lo sviluppo economico delle singole aziende e, di conseguenza, di intere regioni.

Affinità e differenze: criteri di finanziamento della Nuova Politica Regionale e dell’Aiuto svizzero alla montagna

Sia l’Aiuto svizzero alla montagna che la Nuova Politica Regionale (NPR) sostengono progetti nelle regioni montane svizzere. Entrambe perseguono l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico nelle zone montane. 

Ci sono, però, delle differenze sostanziali: l’NPR opera anche nelle aree rurali e nelle zone di confine, promuovendo esclusivamente progetti interaziendali e l’elaborazione di strategie di sviluppo regionale. L’NPR promuove la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, mentre l’Aiuto svizzero alla montagna esclude le istituzioni pubbliche, come ad esempio i comuni, dal ruolo di responsabili di progetto, ma concentra il suo sostegno sui soggetti privati, siano esse microimprese o associazioni private. L’Aiuto svizzero alla montagna eroga esclusivamente contributi a fondo perduto, mentre l’NPR concede anche prestiti. L’Aiuto svizzero alla montagna, finanziata da donazioni, e l’NPR, statale, sono complementari e contribuiscono entrambe a rafforzare il potenziale economico delle regioni di montagna. 

L’Aiuto svizzero alla montagna: facilitatrice di opportunità

L’Aiuto svizzero alla montagna rende realizzabili progetti che altrimenti non potrebbero nascere. Interviene quando, nonostante un attento finanziamento, non sia possibile coprire interamente i costi di investimento. È subordinata a tutte le altre fonti di finanziamento e copre in modo mirato la lacuna rimanente.

L’Aiuto svizzero alla montagna eroga contributi a fondo perduto, che non devono essere rimborsati. Sostiene così progetti di investimento concreti di piccole e microimprese che, a causa delle dimensioni o dell’ubicazione, hanno spesso difficoltà ad accedere agli strumenti di finanziamento classici. A integrazione degli strumenti statali della politica regionale, l’Aiuto svizzero alla montagna offre pertanto un contributo diretto ed efficace allo sviluppo economico sostenibile delle regioni montane.

Ad esempio a Prato Sornico, dove l’Aiuto svizzero alla montagna ha reso possibile la digitalizzazione del negozio di paese. La Botega da la Lavizzara, in realtà, funzionerebbe anche senza contatto personale: sistema di chiusura automatica con codice QR, scanner, cassa automatica, ̈videosorveglianza. Oggi, però, è un’altra di quelle giornate in cui il piccolo spazio al piano terra dell’elegante casa rosa somiglia più a un’assemblea di paese che a un negozio self-service. Due artigiani sorseggiano il caffè e chiacchierano con Astrid Lorenzetti, che intanto riempie gli ̈scaffali. Vicino all’ingresso siede Laura Poncia, che al computer portatile sbriga la contabilità, mentre Tanja Scolla è passata con la figlioletta Mia. Entrano persone in continuazione, acquistano qualcosa, scambiano due parole, poi se ne vanno. «Sarebbe stato un peccato perdere un punto di ritrovo così, no?»

Per un mese Lavizzara, come si chiama l’alta Valle Maggia, era di fatto rimasta senza un negozio. I gestori erano andati in pensione e nessuno voleva succedere loro. «Non può finire così», si è detta Astrid, e ne ha parlato con tutte le sue conoscenze. L’opinione era unanime: bisognava fare qualcosa. Per esempio fondare una cooperativa. «A un certo punto ho capito che oltre a parlare bisognava agire, e ho convinto Laura e Tanja a partecipare», dice Astrid. E proprio nella Giornata internazionale della donna, le tre donne hanno fondato la loro cooperativa del negozio di paese.

Trasformare i rifiuti in risorse: come RASOL rafforza le catene del valore regionali

Ciò che oggi è considerato un rifiuto può diventare una risorsa strategica. Il progetto RASOL, nella regione di La Chaux-de-Fonds, lo dimostra concretamente. Sostenuto nell’ambito del programma Interreg Francia-Svizzera, esplora un nuovo modo di riciclare metalli ad alto valore aggiunto utilizzando esclusivamente energia solare.

All’origine del progetto, sul versante svizzero, c’è Raphaël Broye, fondatore di Panatere, che porta avanti una visione al tempo stesso industriale e ambientale:

«Ciò che mi appassiona è catturare la luce e trasformarla in qualcosa – in calore – e dare nuova vita a materiali che altrimenti verrebbero scartati»

Il cuore tecnologico di RASOL si basa su un reattore a fusione ad atmosfera controllata, integrato in un forno solare che funziona unicamente grazie alla radiazione solare. Questo dispositivo permette di fondere e purificare metalli riciclati per produrre, tra l’altro, l’acciaio 1.4441, utilizzato in settori esigenti come l’orologeria, il medicale e l’aerospaziale.

«Nella regione produciamo enormi quantità di rifiuti metallici . L’obiettivo è selezionarli e valorizzarli a livello locale», spiega Raphaël Broye. Questi rifiuti provengono soprattutto da prodotti complessi, come i dispositivi elettronici che contengono molti metalli difficili da separare, e da scarti di produzione industriale spesso mescolati per ragioni economiche, rendendone più difficile il riciclo.
L’ambizione è chiara: trasformare i rifiuti industriali in risorse riutilizzabili, rispettando al contempo gli elevati standard delle industrie microtecniche. Il progetto mira inoltre a ottimizzare i parametri di processo per garantire una qualità costante delle leghe. Grazie all’energia solare, l’impronta di carbonio del processo potrebbe essere ridotta fino a 165 volte rispetto alle soluzioni convenzionali.

Una cooperazione transfrontaliera di grande importanza

RASOL si inserisce in una dinamica di collaborazione tra attori svizzeri e francesi della ricerca e dell’industria. Questa cooperazione è resa possibile dal programma europeo Interreg, che promuove i progetti transfrontalieri. In questo contesto, ogni partner apporta competenze specifiche. Mentre l’azienda svizzera Panatere gestisce l’intera filiera del riciclaggio, Socrate Industrie, azienda francese specializzata nella produzione di macchinari, svolge un ruolo centrale nello sviluppo e nella realizzazione tecnica del progetto, sviluppando e costruendo i macchinari di processo necessari all’attuazione del procedimento.

Per il suo fondatore, Christian Petit, la sfida consiste nel tradurre un’idea in una soluzione industriale concreta : «Il riciclaggio tramite l’energia solare è un concetto interessante che, a lungo termine, può essere applicato su larga scala. La nostra motivazione è quella di arrivare ad applicazioni industriali concrete, in linea con l’ecologia». Il progetto illustra la complementarità tra i partner: progettazione, modellizzazione, produzione e validazione industriale si integrano in un approccio comune.

Norman Quadroni, responsabile di progetto della Coordinazione regionale Interreg/Arcjurassien, sottolinea il ruolo del programma:

«Interreg funge da leva per la Francia e per la Svizzera. Lavorare insieme permette di rispondere a sfide comuni, in particolare in materia di ambiente e occupazione»

I cantoni di Neuchâtel e del Giura hanno contribuito in modo significativo al cofinanziamento del progetto, rafforzandone il radicamento regionale.

Concretamente, Interreg ha permesso di strutturare il partenariato, riunire competenze complementari – dalla ricerca all’ingegneria – e compiere un passo decisivo dalla modellizzazione alla realizzazione. Al di là del finanziamento, Interreg permette soprattutto di strutturare le collaborazioni e creare reti durature. «Questa rete ci ha permesso di costruire un collettivo e integrare competenze complementari», spiega Raphaël Broye. Questa capacità di mettere in relazione gli attori è determinante per trasformare un’idea in una soluzione operativa.

Un progetto in linea con la Nuova politica regionale

Se Interreg funge da catalizzatore della cooperazione transfrontaliera, la Nuova politica regionale (NPR) in Svizzera, nell’ambito della quale si inserisce la partecipazione della Svizzera a Interreg, svolge un ruolo complementare, sostenendo lo sviluppo economico sostenibile delle regioni rurali. Essa sostiene progetti che rafforzano innovazione, creazione di valore e resilienza economica nelle regioni. RASOL si inserisce pienamente in questa logica. Il progetto mira a sviluppare una filiera locale di riciclaggio dell’acciaio che non richieda materie prime vergini. A lungo termine, potrebbe facilitare l’approvvigionamento delle PMI regionali – in particolare nei settori orologiero, dentale, medico e aerospaziale – migliorandone al contempo la competitività.

Così, mentre Interreg consente di mettere in rete gli attori oltre i confini, la NPR contribuisce al radicamento duraturo nel tessuto economico regionale. In un contesto di crescenti tensioni sulle materie prime e sull’energia, una tale catena del valore contribuisce a rafforzare l’autonomia e la solidità degli ecosistemi industriali regionali.

Prospettive su scala europea

Al di là del suo radicamento locale, RASOL apre prospettive più ampie. «La visione è di replicare il modello in diversi cluster europei e diventare un punto di riferimento nella fusione solare per il riciclaggio dei metalli strategici», spiega Raphaël Broye. Un potenziale che riguarda numerose regioni alle prese con sfide simili: «Possiamo essere utili ad altri territori, come la Watch Valley, dove centinaia di imprese sono alla ricerca di soluzioni condivise».

Questo progetto dimostra quindi come un’iniziativa regionale, portata avanti da attori impegnati e sostenuta da strumenti come Interreg e la Nuova politica regionale, possa sfociare in soluzioni concrete – con un impatto che va ben oltre il proprio territorio di origine.

Riciclare i metalli con l'energia solare?

Riciclare i metalli con l’energia solare?

Il progetto RASOL sta sviluppando un processo innovativo che consente di trasformare i rifiuti metallici in materia prima per l’industria di precisione. Grazie a un reattore di fusione integrato in un forno solare, diventa possibile produrre acciaio di alta qualità con un’impronta di carbonio ridotta. Promosso da partner svizzeri e francesi, tra cui Panatere e Socrate Industrie, il progetto è sostenuto da Interreg e contribuisce agli obiettivi della NPR.

Lingua del video: frances con sottotitoli in italiano

Gli alloggi a prezzi accessibili sono un fattore di attrattività 

La politica regionale e quella abitativa devono essere pensate insieme. Per Martin Tschirren, direttore dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), questo è evidente. Infatti, un’offerta abitativa adeguata e accessibile è un fattore di attratività territoriale. Questo vale nelle regioni turistiche e nelle agglomerazioni così come nelle città. Un nuovo kit mostra come i Comuni possano promuovere alloggi a prezzi accessibili.

Katharina Rüegg, responsabile della comunicazione di regiosuisse: Il «kit modulare per alloggi a prezzi moderati» si rivolge ai Comuni e presenta dieci misure per promuovere l’abitazione a prezzi accessibili. Queste misure riguardano la gestione, il finanziamento e la comunicazione. È davvero così semplice che bastino dieci elementi?
Martin Tschirren, direttore dell’Ufficio federale delle abitazioni: Le dieci misure coprono effettivamente bene le possibilità d’azione dei Comuni e sono testate nella pratica. Poiché ogni Comune ha una situazione di partenza e obiettivi propri, ciascuno sceglierà gli strumenti più adatti alla propria realtà. La semplicità del kit è la sua forza.

K.R.: Questo ricorda i Lego – anche il vostro kit è illustrato in questo modo. Il sistema modulare può adattarsi alle condizioni molto diverse di città, agglomerazioni e regioni di montagna?
Martin Tschirren: Sì, perché la domanda fondamentale è ovunque la stessa : lo spazio abitativo risponde alle esigenze della popolazione? Ogni comune deve innanzitutto effettuare un’analisi e una strategia solide. Solo allora si vede quali strumenti possono essere usati per attuarla.Prendiamo ad esempio il comune dell’agglomerato di Birsfelden e il comune montano di Lantsch / Lenz: entrambi utilizzano in parte gli stessi strumenti, ovvero «Regolare – fissare quote di alloggi a prezzi accessibili nella pianificazione d’uso» e «Finanziare – cessione di terreni comunali». Inoltre, Birsfelden punta su «Comunicare» e Lantsch / Lenz su «Finanziare – prestiti/contributi a promotori immobiliari di utilità pubblica».

K.R. In che misura le sfide delle agglomerazioni differiscono da quelle delle regioni montane?
Martin Tschirren: Le agglomerazioni sono spesso caratterizzate da una forte crescita demografica, da un’intensa attività edilizia e da affitti in aumento. Ad esempio Küsnacht sul Lago di Zurigo: un comune molto attrattivo con prezzi elevati dei terreni e degli alloggi. Küsnacht vuole rimanere un comune socialmente e demograficamente eterogeneo con una vita di villaggio vivace. Per questo ha bisogno di alloggi a prezzi accessibili. Le regioni di montagna non turistiche devono spesso affrontare il problema dello spopolamento e della mancanza di alloggi in affitto a prezzi accessibili per giovani famiglie. 

K.R.: E i comuni di montagna turistici? 
Martin Tschirren: Qui esiste spesso una forte domanda di seconde residenze e una presenza significativa di piattaforme di affitto a breve termine come, ad esempio, Airbnb. La situazione abitativa si è notevolmente aggravata negli ultimi anni: il tasso di alloggi sfitti nelle località turistiche si è dimezzato tra il 2020 e il 2023 e attualmente si situa in media a soli 0,8%. Tuttavia, un’offerta di alloggi a prezzi accessibili è vitale per le località turistiche, sia la forza lavoro e per la popolazione locale. 

K.R.: La Nuova politica regionale (NPR) può sostenere progetti di economia regionale che trattano anche questioni concrete di politica abitativa e di alloggi a prezzi accessibili. Come valuta questo strumento? 
Martin Tschirren: Il legame tra politica regionale e politica abitativa è evidente. Infatti, l’alloggio a prezzi accessibili sono un fattore di localizzazione – e questo vale ovunque.

K.R.: Quali altri strumenti di sostegno dovrebbero conoscere i comuni delle agglomerazioni e delle regioni di montagna? 
Martin Tschirren: Con il «Fonds de Roulement», la Confederazione concede prestiti a tasso agevolato per l’edilizia abitativa d’utilità pubblica e fornisce garanzie. Diversi Cantoni attuano propri programmi di sostegno; una panoramica è disponibile sul sito web dell’UFAB. Inoltre, i comuni possono agire direttamente, ad esempio con un fondo proprio per la promozione dell’alloggio, finanziato tramite imposte sugli utili da sostanza immobiliare o prelievi di plusvalore. 

K.R.: Martin Tschirren, grazie mille per l’intervista! 

In breve: il kit modulare per alloggi a prezzi moderati

Il kit di strumenti dell’Ufficio federale delle abitazioni abitativa mostra in modo chiaro come promuovere alloggi a prezzi accessibili. Dieci ambiti d’intervento descrivono come città e comuni possono procedere. Esempi di successo provenienti da diversi comuni mostrano come sono state attuate misure concrete. Come strumento orientato alla pratica, il kit  supporta città e comuni nello sviluppo di una politica abitativa adeguata alle esigenze. Clicca qui per accedere al kit di strumenti.

Per i comuni delle regioni di montagna è inoltre utile questa guida: Abitazioni attrattive nelle regioni di montagna

Possibilità di finanziamento della Nuova politica regionale

La Nuova Politica Regionale (NPR) può finanziare solo in misura limitata progetti che riguardano questioni concrete di politica abitativa e di alloggi a prezzi accessibili. Le condizioni dettagliate di sostegno sono stabilite dai cantoni. Ulteriori informazioni: sostegni per i promotori di progetto.

Nuova politica regionale e sfida abitativa: tre esempi 

Studio di base «Turismo a 360°» nel Cantone dei Grigioni: l’attenzione è rivolta a una gestione integrata del territorio che considera tutti gli aspetti rilevanti (alloggio, lavoro, infrastrutture di trasporto, gestione dei flussi turistici, accettazione del turismo). Una sfida particolare è la carenza di alloggi per la manodopera e per la popolazione locale. 

Strategia d’uso del centro storico di Sursee, Cantone di Lucerna: l’obiettivo è quello di creare un centro storico vivac, attrattivo per soggiornare, abitare, lavorare e fare acquisti. A tal fine, la città di Sursee elabora una strategia d’uso coinvolgendo residenti, commercianti, ristoratori e altri attori. 

Innovazioni tecniche a Sion: il quartiere Ronquoz21, a sud della stazione ferroviaria FFS di Sion, sta per subire una profonda trasformazione. L’area, oggi prevalentemente industriale, diventerà un quartiere a uso misto con abitazioni, uffici, negozi, servizi e spazi pubblici. Nell’ambito dello sviluppo dell’area, il progetto promuove soluzioni innovative nei settori della mobilità, dell’approvvigionamento elettrico e della distribuzione del calore. 

Foto di origine: © UFAB

Il corso introduttivo – per tutte le persone che entrano in contatto con la Nuova politica regionale

Il corso introduttivo alla Nuova politica regionale è già un classico e registra rapidamente il tutto esaurito. A chi è utile il corso e cosa ne pensano le partecipanti e i partecipanti? Abbiamo chiesto loro un parere durante il corso di un giorno tenutosi ad Altdorf, nel Cantone di Uri. 

La Nuova politica regionale (NPR) è uno strumento eccellente della Confederazione per promuovere l’innovazione, la creazione di valore aggiunto locale e nuovi posti di lavoro. Ma è complessa: l’attuazione avviene in 26 cantoni, ciascuno con i propri programmi e le proprie condizioni quadro. Inoltre, vi è una moltitudine di attori locali, regionali e persino internazionali. 

Il corso introduttivo offre una panoramica chiara. Lo conferma anche il partecipante Rolf Infanger dell’Associazione dei Comuni di Uri: «Sono venuto con l’aspettativa di conoscere i principi fondamentali della Nuova politica regionale e di capire come, in qualità di manager regionale, potessi supportare al meglio le mie clienti e i miei clienti. Queste aspettative sono state pienamente soddisfatte!»

Marcel Zumkemi del Centro regionale ed economico dell’Alto Vallese (RWO) raccomanda il corso introduttivo a tutte le persone che hanno a che fare con la Nuova politica regionale: «Fornisce preziose informazioni di base. Anche se si è già lavorato a diversi progetti NPR, il corso è utile».

Idee per l’organizzazione e la consulenza

Nadia Scherer, dell’ente turistico Destination Einsiedeln-Ybrig-Zürichsee, si confronta quasi quotidianamente con la complessità della NPR: «Nella nostra regione turistica collaboriamo spesso con più di un cantone, il che rende il nostro lavoro impegnativo. Sono stata sollevata quando, durante il corso introduttivo, ho scoperto che non sono solo io a trovare questa situazione difficile, ma che dipende dal sistema della NPR . Dal corso introduttivo ho tratto nuove idee su come possiamo rispondere meglio a questo sistema».

I contenuti del corso introduttivo sono orientati alla pratica. Anche Jasmin Schlaepfer di VISIT Glarnerland condivide quest’opinione: «Ho trovato molto valido la combinazione di esempi pratici e teoria. E mi sento ben supportata, perché ora so dove posso acquisire conoscenze complementari. In qualità di responsabili dello sviluppo delle destinazioni, accompagniamo i progetti fin dalle basi. Grazie al corso introduttivo ho acquisito maggiore sicurezza nella consulenza e ora posso supportare ancora meglio le promotrici e i promotori dei progetti». 

Ampliare gli orizzonti grazie alla formazione in presenza

Dopo essere stato tenuto più volte online, questa volta il corso introduttivo si è svolto in presenza presso l’Innovationsbiotop Uri ad Altdorf, offrendo un’esperienza particolarmente intensa: le partecipanti e i partecipanti hanno assistito alla presentazione dell’esempio pratico del San Gottardo con vista sulle montagne appena innevate del Cantone di Uri. David Kramer della SECO (co-responsabile del settore Politica regionale e Pianificazione territoriale) è stato disponibile anche durante le pause per colloqui spontanei. Per Marcel Zumkemi, il viaggio dall’Alto Vallese è valso la pena: «Oltre a tutti i contenuti e ai link interessanti ricevuti durante il corso introduttivo, ho trovato estremamente prezioso lo scambio con le colleghe e i colleghi dello sviluppo regionale».

Ulteriori informazioni sul corso introduttivo

I corsi introduttivi sono pubblicati nell’agenda di regiosuisse.

Prossime date: 

  • Giovedì 05.03.2026 a Willisau (DE), TUTTO ESAURITO Annuncio
  • Giovedì 16.09.2026 a Diemtigen (Wiriehorn) (DE), Annuncio
  • Giovedì 26.11.2026 a Lausanne (FR): Annuncio

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Link utili dal corso introduttivo

Il futuro nasce dalle radici – come Alpahirt sviluppa una tradizione grazie alla sostegno regionale all’innovazione 

A volte il futuro inizia con uno sguardo al passato. Quando Adrian Hirt ha fondato il marchio Alpahirt nel 2014, è tornato consapevolmente alle sue radici nei Grigioni.  Il suo obiettio era produrre specialità  a base di carne in modo che l’origine e il sapere artigianale restassero riconoscibili, ponendo il benessere animale al centro di ogni scelta. Un’esigenza profondamente legata alla sua storia di famiglia: il suo bisnonno, detto «Urneni», era un contadino e concepiva il suo lavoro come una responsabilità verso l’animale, il prodotto e la regione. È questa filosofia che Adrian Hirt ha voluto tradurre nel presente — e proiettare verso il futuro.

Alpahirt collabora con circa 80 contadine e contadini di montagna della regione e trasforma ogni anno circa 140 mucche allevate nel rispetto della specie in carne naturale. Gli animali sono stati nutriti esclusivamente con mangimi prodotti nella propria azienda agricola, principalmente erba e fieno. L’azienda punta su percorsi brevi, sulla collaborazione diretta con partner regionali e rinuncia sistematicamente a sali da salamoia, zucchero o altri additivi artificiali. La carne viene invece lavorata con vino rosso, sale naturale e spezie: deve rimanere un alimento trasparente, comprensibile sia per quanto riguarda la sua origine sia il suo processo di trasformazione.

La creazione di valore a livello regionale costituisce il fondamento del modello di business di Alpahirt.

Dal desiderio di crescità all’innovazione accompagnata

Dopo diversi anni dedicati alla costruzione dell’azienda, Adrian Hirt si è interrogato su come un’azienda funzionante e fondata su valori solidi potesse continuare a svilluparsi. La questione era molto concreta: nuovi prodotti, in particolare salsicce da griglia e salsicce da bollire realizzate al 100% con carne bovina, senza sali di salamoia né additivi. Dal punto di vista artigianale, le competenze di base erano già presenti. Ciò che mancava era un processo di innovazione strutturato: dalla ricetta alla sensorica, ovvero la valutazione sistematica del gusto, dell’odore, della consistenza e dell’aspetto di un prodotto, fino al suo posizionamento all’interno dell’assortimento.

Patrick Zbinden/INOS

A questo punto è entrato in gioco il coaching per l’innovazione del Rete per l’innovazione della Svizzera orientale (INOS). Il programma è finanziato nell’ambito della Nuova politica regionale (NPR) attraverso il suo strumento dei Sistemi regionali d’innovazione (RIS).

I RIS sono spazi economici funzionali, per lo più intercantonali, che sostengono le imprese nello sviluppo delle proprie attività attraverso l’innovazione. Tramite INOS, Adrian Hirt è entrato in contatto con Patrick Zbinden, specialista in analisi sensoriale degli alimenti e food designer. In qualità di coach, accompagna le aziende nell’affrontare in modo sistematico i progetti di innovazione — dal punto di vista del gusto, della tecnologia e della cultura aziendale.
Il processo comune è iniziato con un workshop sull’innovazione, durante il quale sono state sviluppate le prime ricette combinando intelligenza artificiale ed esperienza umana. Nello specifico, LLM (modelli linguistici di grandi dimensioni) come ChatGPT, Perplexity o Mistral hanno aiutato nella creazione delle ricette, nell’analisi sensoriale e, successivamente, anche nello sviluppo del packaging e nella denominazione.

I risultati del workshop hanno costituito la base per la messa a punto sensoriale delle ricette. I primi prototipi sono stati poi valutati da numerose persone per ottenere una panoramica sensoriale la più ampia possibile. Questo processo iterativo è diventato un elemento centrale per il successo dello sviluppo dei prodotti. Ciò che motiva particolarmente Patrick Zbinden, coach INOS, nell’accompagnare i coachee nei processi di innovazione: «Quando le aziende trovano il coraggio di affinare le proprie idee culinarie invece di limitarsi a copiare le tendenze».

Attuazione lungo la catena del valore

Il passo successivo è stata l’attuazione. In questa tappa, Alpahirt ha collaborato strettamente con Samuel Helbling, maestro macellaio e amministratore delegato del Fleischzentrum Davos a Klosters. «Per noi macellai è una sfida continua reinventarci e svilupparci, ossia rispondere alle esigenze in evoluzione dei clienti e alle tendenze partendo sempre dalle stesse materie di origine animale», spiega Helbling.

Grazie ai coaching INOS cofinanziati dalla NPR, è stato infine possibile lanciare sul mercato le due salsicce «Alpenblüte» e «Felsenkraft». I due prodotti si differenziano nettamente per il profilo gustativo – il primo piuttosto delicato e floreale, il secondo con un carattere più deciso – ma seguono lo stesso principio di base: carne di provenienza regionale, lavorazione artigianale, nessun additivo. Questi due prodotti sono stati lanciati il 1° agosto 2025 e oggi vengono distribuiti in tutta la Svizzera.

I Sistemi regionali di innovazione (RIS) come fattori abilitanti

Secondo Marc Plancherel, responsabile dei Sistemi regionali di innovazione (RIS) e capo Innovazione presso la SECO, il progetto dimostra in modo esemplare come la promozione dell’innovazione possa avere un impatto diretto nelle zone rurali: «I sistemi regionali di innovazione come INOS rafforzano la dinamica innovativa nelle regioni, promuovono l’imprenditorialità e aumentano il valore aggiunto regionale. Per questo, sono uno strumento fondamentale della Nuova politica regionale». Questi sistemi si riferiscono a spazi economici funzionali, per lo più intercantonali, nei quali gli attori necessari al processo di innovazione – imprese, università e settore pubblico- sono messi in rete.

Entro il 2029 Alpahirt intende affermarsi come punto di riferimento svizzero nel settore della carne naturale senza additivi. L’attenzione è rivolta alla creazione di valore aggiunto regionale e allo sviluppo qualitativo continuo. La storia di Alpahirt dimostra come l’origine possa diventare il punto di partenza per il futuro, quando le aziende sono disposte ad evolversi. E spesso sono necessari anche strumenti di sostegno adeguati per accompagnare questo percorso.

Maggiori informazioni sulla NPR e su come sostiene i progetti regionali:

I parchi svizzeri: catalizzatori di uno sviluppo regionale sostenibile

I parchi svizzeri sono veri e propri laboratori di sviluppo territoriale: luoghi in cui natura, economia e società crescono insieme. Valorizzano i tesori paesaggistici delle loro regioni e li trasformano in benefici ecologici, economici e sociali. Tutto ciò è possibile grazie al know-how locale e al forte impegno delle comunità regionali.

Le grandi disparità geografiche, economiche e sociali della Svizzera hanno spinto la Confederazione a introdurre la Nuova politica regionale (NPR). Essa mira a rafforzare la competitività delle regioni di montagna, rurali e periferiche, puntando su uno sviluppo endogeno basato sulle risorse e competenze locali. L’obiettivo è creare posti di lavoro, mantenere un insediamento territoriale decentralizzato e garantire una qualità di vita duratura.

La NPR fa parte di uno sviluppo territoriale coerente e integra politiche come la pianificazione del territorio, la mobilità, l’agricoltura, l’energia e il turismo. In questo contesto, i parchi naturali regionali svolgono un ruolo fondamentale: situati in aree ad alto valore naturale e paesaggistico, applicano un approccio globale alla sostenibilità. Si basano sui punti di forza del territorio – valori naturali, qualità del paesaggio e saperi locali – favoriscono circuiti regionali, rafforzano il valore aggiunto locale e sostengono la popolazione nello sviluppo sostenibile delle proprie attività.

Un impegno concreto per un’economia regionale sostenibile

È poco noto che i parchi contribuiscono direttamente allo sviluppo economico sostenibile. La loro azione va ben oltre il turismo: intervengono anche nei settori dell’agricoltura, della mobilità dolce, dell’energia e del patrimonio culturale vivente. Molti parchi aiutano a creare o consolidare filiere regionali – come quelle del pane, della carne, del legno o della lana – promuovendo la trasformazione locale delle risorse in un’ottica di economia circolare.

Uno strumento centrale è il programma «Aziende partner», che sostiene aziende che condividono i valori dei parchi svizzeri: sostenibilità, radicamento regionale, qualità e innovazione. Così nasce, passo dopo passo, una comunità economica solidale e ben collegata.

Inoltre, alcune specialità regionali prodotte all’interno dei parchi possono ottenere il marchio «Prodotto dei parchi svizzeri», purché rispettino criteri di sostenibilità e qualità e contribuiscano agli obiettivi del parco. In cambio, i parchi sostengono attivamente la loro promozione. Oggi più di 2500 prodotti certificati provenienti da 14 parchi rafforzano l’economia regionale. Grazie ai circuiti brevi, una parte significativa del valore aggiunto rimane nella regione, contribuendo a creare e mantenere posti di lavoro e a preservare paesaggi culturali modellati dall’attività umana.

Laboratori di sviluppo regionale

Lo sviluppo regionale non nasce spontaneamente: richiede un’organizzazione di coordinamento regionale capace di mettere in rete produttori, trasformatori, commercianti, istituzioni e consumatori. Questo ruolo è svolto dalle direzioni dei parchi, che coordinano gli attori regionali, garantiscono coerenza nelle misure e accompagnano i progetti dal punto di vista strategico e finanziario. Molti progetti promossi o co-creati nei parchi – iniziative proprie, partenariati o studi di mercato – ricevono sostegno dalla Nuova politica regionale. I parchi diventano così veri motori capaci di unire le forze regionali e stimolare l’innovazione.

I parchi svizzeri non sono solo aree protette o mete escursionistiche: sono laboratori di sviluppo territoriale, in cui natura, economia e società avanzano insieme. Grazie al loro radicamento locale, dimostrano come uno sviluppo regionale sostenibile, coordinato e coerente possa rendere i territori più resilienti, solidali e rispettosi delle risorse naturali che costituiscono la ricchezza del Paese. Accanto ad altri strumenti della politica regionale, i parchi rafforzano le dinamiche esistenti e offrono alle regioni leve supplementari per costruire progetti sostenibili – dal punto di vista ecologico ed economico.

Taglio editoriale del capitolo: Les parcs suisses, catalyseurs d’un développement régional durable (Auteur: Marc Münster) 

Maggiori informazioni: 

Questo testo è disponibile in francese e in tedesco.

Sui sentieri del gusto nella regione del Gottardo

Un’escursione che coinvolge tutti i sensi e combina il movimento in montagna con la cucina regionale. Il progetto Sentieri del gusto San Gottardo mette in rete i fornitori locali lungo sentieri escursionistici tematici: gli ospiti assaggiano le specialità direttamente dai produttori, ascoltano le loro storie e scoprono così da vicino la cultura della regione del Gottardo. Ciò è reso possibile da un progetto che riunisce gastronomia, turismo e agricoltura locali, sostenuto dalla Nuova politica regionale (NPR).

Dall’idea all’escursione

L’idea è nata durante la pandemia di coronavirus. Quando i grandi eventi che aveva organizzato in passato sono stati cancellati, il promotore del progetto Niklaus Niederhauser ha cercato un’alternativa: esperienze su scala più piccola, prenotabili in modo flessibile e comunque vicine alle persone. Attraverso un annuncio è venuto a conoscenza del programma San Gottardo, che promuove lo sviluppo della regione del Gottardo in collaborazione con la Confederazione e i Cantoni di Uri, Grigioni e Ticino. Il programma punta sulla creazione di valore aggiunto sostenibile attraverso il turismo, l’utilizzo delle risorse locali e collaborazioni innovative. La visione alla base è quella di rendere la regione del Gottardo un luogo attraente dove vivere, lavorare e fare turismo, con posti di lavoro sicuri e nuovi e una maggiore competitività. 

Come spiega Anja Beivi, responsabile del programma San Gottardo, il progetto dei sentieri del gusto è stato sviluppato all’interno del suo incubatore turistico. Questo mostra come idee turistiche innovative provenienti dalla zona del Gottardo possano essere avviate, testate e realizzate per promuovere in modo mirato la forza innovativa della regione. I sentieri del gusto San Gottardo sono stati premiati come uno dei migliori progetti. Beivi sottolinea anche quanto sia fondamentale la promozione dei fornitori locali per l’ulteriore sviluppo della regione.

È così che è nato il concetto di un’escursione culinaria con diverse tappe: i sentieri del gusto San Gottardo. Attualmente nella regione si contano tre percorsi di questo tipo: il percorso della birra dei Grigioni, il sentiero della birra di Monsteiner e il sentiero del gusto e delle leggende della Surselva. La maggior parte di questi sentieri è attualmente attiva e prenotabile soprattutto nei mesi estivi e all’inizio dell’autunno. Un percorso comprende da quattro a cinque tappe con una durata totale di circa due ore, che lasciano il tempo per immergersi nella natura. Gli ospiti passeggiano di fattoria in fattoria, di ristorante in ristorante, degustano ad esempio la birra grigionese o i capuns e scoprono chi c’è dietro questi prodotti. La particolarità dei percorsi è che combinano elementi già esistenti in un’esperienza del tutto nuova. Il tour può essere prenotato con breve preavviso e in formato digitale. I percorsi possono essere vissuti anche in modo classico su carta, per godersi appieno il panorama.

Per gli albergatori, come ad esempio la direttrice dell’Hotel Surselva, Beatrice Hug, questo concetto significa: nessun rischio, ma un vantaggio diretto. All’inizio, secondo Niederhauser, un ostacolo era spesso la paura dei ristoratori di dover pagare in anticipo, una preoccupazione che però è stata rapidamente dissipata. Quando gli ospiti prenotano, si genera un fatturato, mentre se non si presentano non si subisce alcuna perdita. Circa l’80-90% del valore aggiunto rimane nella regione. «Gli ospiti vivono incontri autentici e le aziende guadagnano fatturato e visibilità», afferma Niederhauser. Il team del progetto testa personalmente gli itinerari e cerca in modo mirato le aziende che desiderano partecipare. Spesso sono gli stessi fornitori a contattare il team. Quest’ultimo coordina il processo e accompagna l’attuazione in loco. «La fiducia delle persone nella regione è fondamentale. Solo così si crea una rete che funziona», afferma Niederhauser.

La NPR come motore del progetto

Fin dall’inizio, la NPR è stata la promotrice e il motore del progetto. Il suo sostegno ha permesso, tra l’altro, l’apertura dei sentieri, l’ulteriore sviluppo del sito web e l’ampliamento dell’offerta in diverse lingue. Attualmente l’offerta è prenotabile in tedesco e in italiano, ma in un secondo momento saranno aggiunti anche l’inglese e il romancio, che ha un carattere simbolico particolare nel Cantone dei Grigioni. «Il multilinguismo nella regione del Gottardo fa parte del patrimonio culturale. Grazie ad esso apriamo i percorsi a un pubblico più ampio», spiega Niederhauser. Il sostegno della NPR crea strutture, garantisce la sicurezza della pianificazione e conferisce al progetto una maggiore portata.

I percorsi del gusto sono più di una semplice offerta escursionistica. Rafforzano la gastronomia, l’industria alberghiera e l’agricoltura, avvicinano ospiti e abitanti del luogo e rendono visibile la cultura regionale. Nel frattempo attirano anche un numero sempre maggiore di visitatori dall’estero.

Uno sguardo al futuro

Si prevede di aprire altri sentieri, ad esempio in Ticino e in località meno battute dal turismo, e di offrirli tutto l’anno, anche in inverno. I partecipanti sono d’accordo: i percorsi del gusto del San Gottardo dimostrano come gastronomia e turismo possano insieme animare e arricchire una regione.

Maggiori informazioni sulla NPR e su come sostiene i progetti regionali: 

Fonte dell’immagine: Surselva Tourismus/ Ida Sgier

Regio Retica: l’anello alpino che unisce svizzeri e italiani

Dalle montagne dell’Engadina alla Valtellina italiana: chi vive qui attraversa il confine quasi ogni giorno, per lavorare, fare la spesa o scambiare servizi. La Regio Retica può essere immaginata come un grande anello nelle Alpi, in cui tutto è collegato: ciò che accade da una parte ha un effetto diretto sull’altra. La regione si estende su oltre 4000 km² e conta quasi 200 000 abitanti, distribuiti tra il versante svizzero e quello italiano. Con la Regio Retica nasce un modello per il futuro: una regione che pensa e agisce in modo comune al di là dei confini.

Molte persone sono pendolari, altre dipendono dai servizi sanitari e assistenziali oltre confine e anche nel turismo ci sono innumerevoli punti di contatto tra il versante svizzero e quello italiano. Maurizio Michael, attivo da oltre 20 anni in progetti transfrontalieri, lo riassume così: «Senza la manodopera italiana, soprattutto nel settore dell’assistenza, alcuni servizi in Svizzera non potrebbero essere mantenuti». Il confine è visibile, ma lo scambio permanente e la stretta collaborazione fanno ormai parte della vita quotidiana. Regio Retica vuole ora istituzionalizzare questa realtà.

Dai progetti alle strutture

Finora la cooperazione transfrontaliera si è basata soprattutto su singoli progetti e sull’impegno di persone motivate. Con Regio Retica si vuole ora creare una struttura permanente. La base è costituita dal programma Interreg Italia-Svizzera e dalla Nuova politica regionale (NPR). Interreg è uno strumento europeo di sostegno alla cooperazione transfrontaliera. Come sottolinea Maurizio Michael, la Svizzera ha un ruolo particolare in questo contesto: pur non essendo membro dell’UE, partecipa al programma con fondi propri.

Mentre Interreg crea il quadro per la cooperazione transfrontaliera, la NPR dà l’impulso decisivo affinché i risultati siano radicati nelle regioni stesse. Maurizio Michael spiega: «Interreg ci apre le porte alla cooperazione con l’Italia. Allo stesso tempo, la NPR ci obbliga a dimostrare in modo chiaro il valore aggiunto economico e sociale per la parte svizzera». Interreg offre uno sguardo oltre confine, mentre la NPR fa sì che ne derivino strutture durature, a beneficio della popolazione e dell’economia.

Val Morteratsch: Sicht auf Piz Palü & Piz Bernina ©Andrea Furger

Tra vicinanza e differenze: il ruolo dei traduttori

A prima vista, il sud dei Grigioni e la Valtellina si somigliano: una lingua comune, tradizioni affini. Eppure ci sono differenze significative nei sistemi politici, nei percorsi formativi, ma anche semplicemente nel significato delle parole. Maurizio Michael lo descrive così: «A volte basta una sola parola che in Italia ha un significato diverso rispetto alla Svizzera. La parola «strategia», ad esempio, in Italia è spesso equiparata a un periodo di cinque anni, ovvero la durata di una legislatura. In Svizzera, invece,  una strategia è la base di un progetto. Ciò richiede mediazione, non solo nella lingua, ma anche nella comprensione culturale».

Anche i diversi sistemi fiscali e gli accordi amministrativi rappresentano ulteriori ostacoli per i progetti transfrontalieri, spesso impegnativi quanto le differenze culturali. È qui che entra in gioco il progetto Regio Retica: riunisce i vicini attorno a un tavolo, rende visibili le differenze, media e crea così nuova fiducia.

Corvatsch: Aussicht Fuorcla Surlej ©Engadin Tourismus AG

Uno sguardo al futuro

Fino all’estate 2025 sarà in corso un’ampia analisi socioeconomica che esaminerà la mobilità, il mercato del lavoro e i servizi su entrambi i lati del confine. Sulla base di questa analisi, entro il 2026 dovrebbero essere avviati i primi progetti pilota, come ad esempio un biglietto dell’autobus comune per facilitare la mobilità transfrontaliera o una carta turistica che colleghi le offerte dell’Engadina e della Valtellina. Entro il 2027, Regio Retica non solo avrà realizzato i progetti, ma sarà anche una regione transfrontaliera riconosciuta giuridicamente. In concreto, diventerà una regione dotata di una struttura giuridicamente vincolante.

Uno sguardo ad altre regioni mostra cosa è possibile realizzare. Il progetto Interreg Via Spluga, un classico tra i percorsi culturali ed escursionistici tra Thusis e Chiavenna, genera un fatturato annuo di circa un milione di franchi svizzeri. Pensato fin dall’inizio come strumento di sviluppo regionale, ha riunito comuni, organizzazioni turistiche e istituzioni culturali per creare un’offerta sostenibile. Il percorso non è quindi solo un’attrazione culturale e turistica, ma anche uno strumento per garantire posti di lavoro, promuovere l’identità regionale e rafforzare il valore aggiunto locale.

Questo articolo si basa su un colloquio con Maurizio Michael, da oltre 20 anni esperto di cooperazione transfrontaliera e uno dei promotori del progetto Regio Retica.

Per saperne di più su Interreg e NPR e su come questi programmi aiutano le regioni a plasmare insieme il loro futuro:

Wurste_regiosuisse-Konferenz 2025

Il Cantone di Turgovia mostra la diversità della creazione di valore regionale

Alla conferenza regiosuisse di quest’anno, il Cantone ospitante di Turgovia ha presentato eccellenti esempi di creazione di valore regionale. Lasciatevi ispirare!

Già all’arrivo alla Certosa di Ittingen, i partecipanti sono stati immersi nel tema della conferenza regiosuisse di quest’anno: «Attivare il potenziale delle catene del valore regionali per un’economia sostenibile». La Certosa è un monumento storico di importanza nazionale, situato in posizione idilliaca sopra la Thurtal, che come ex monastero ha contribuito per secoli alla creazione di valore aggiunto regionale. Ha prosperato grazie alla viticoltura. Oggi, per la Fondazione Certosa di Ittingen è molto più difficile procurarsi i fondi necessari per la gestione e la manutenzione del complesso storico del convento. La Certosa non è solo un centro seminari con ristorante, ma anche una tenuta agricola, due musei, un istituto per la vita e il lavoro assistiti e un centro di spiritualità. La Fondazione punta consapevolmente sull’autosufficienza e sulla sostenibilità locale. Il grado di autosufficienza del ristorante è pari al 57%.

Kartause Ittigen
Kartause Ittigen

Dal valore aggiunto interno alla catena del valore regionale

Mark Ziegler, procuratore della fondazione, ha affermato nel suo discorso di benvenuto: «La sostenibilità e l’autosufficienza non sono economiche. Per questo motivo puntiamo ora sulla collaborazione in tutta la regione, ad esempio nella vinificazione o nell’allevamento di suini. Insieme ai partner regionali possiamo aumentare il valore aggiunto». Il credo della Certosa sta cambiando: dalla creazione di valore interno al rafforzamento delle catene del valore regionali. Grazie alla collaborazione con i partner regionali adeguati, è possibile ridurre i costi senza dover scendere a compromessi in termini di qualità o sostenibilità.

Attrattiva del luogo e turismo a Frauenfeld

La capitale del Cantone di Turgovia era rappresentata alla conferenza regiosuisse con due esempi relativi alla qualità della sede: da un lato è stato presentato il festival di arte di strada di Frauenfeld come motore della creazione di valore aggiunto regionale, dall’altro è stata messa in primo piano la caserma cittadina di Frauenfeld. Gli edifici precedentemente utilizzati dall’esercito sono stati aperti alla popolazione e sul sito si sta creando qualcosa di nuovo in modo collettivo. A tal fine è stato avviato uno sviluppo partecipativo. La Nuova politica regionale della Confederazione e del Cantone ha sostenuto il progetto con uno studio di fattibilità per un futuro «Mercato di Turgovia», che nella caserma cittadina diventerà una vetrina innovativa per i prodotti, i servizi e le idee di Turgovia. Con la realizzazione del Markt Thurgau, la caserma cittadina dovrebbe attirare un pubblico che va oltre i confini del Cantone e della città, diventando così un punto d’incontro di rilevanza sovraregionale. 

Entrambi i progetti hanno dimostrato che i progetti innovativi sviluppati con e per la popolazione contribuiscono all’attrattiva di una località e alla creazione di valore aggiunto a livello regionale.

Naturalmente efficace sul Lago di Costanza

Durante la conferenza è stato presentato un altro progetto innovativo: la creazione di un cluster svizzero per la fitomedicina sul Lago di Costanza. Il «PhytoValley» mette in evidenza l’importanza economica del settore della medicina naturale locale. Vi partecipano aziende come A. Vogel, Zeller, Rausch o hepart. Il cluster promuove la collaborazione e lo scambio tra le aziende e le organizzazioni lungo l’intera catena del valore della fitomedicina, nonché con la politica, l’amministrazione e la popolazione.

Si concentra principalmente su due aree: in primo luogo, l’acquisizione e la formazione di personale qualificato e, in secondo luogo, il rafforzamento dell’attrattiva della regione attraverso lo sviluppo sostenibile della produzione di prodotti naturali mediante tecnologie innovative. 

Schonholzer
Walter Schönholzer, consigliere di Stato del Cantone di Turgovia

Per Walter Schönholzer, consigliere di Stato del Cantone di Turgovia, la creazione del «PhytoValley» è un eccellente esempio dell’effetto positivo della Nuova politica regionale (NPR). 

«Proprio quando i fondi del Cantone e della Confederazione si fanno più scarsi, è molto importante concentrarsi su alcuni temi centrali nel nostro Cantone strutturalmente piuttosto debole. Grazie ai fondi NPR, possiamo ad esempio realizzare il cluster svizzero «PhytoValley» e promuovere la collaborazione tra le aziende».  

La conferenza regiosuisse è l’appuntamento nazionale di tutti gli attori dello sviluppo regionale. Organizzata su richiesta della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), è dedicata a un tema di attualità legato allo sviluppo regionale. Nel 2025, la conferenza si è tenuta alla Certosa di Ittingen e ha affrontato il tema di come attivare il potenziale delle catene del valore regionali per un’economia sostenibile.

Maggiori informazioni sulla conferenza

Foto di origine: © Timo Kellenberger