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L’Aiuto alla montagna dà futuro

La Nuova Politica Regionale (NPR) e l’Aiuto svizzero alla montagna perseguono lo stesso obiettivo: promuovere lo sviluppo economico delle regioni strutturalmente svantaggiate, favorire l’innovazione e garantire l’occupazione. Mentre l’NPR finanzia solo progetti interaziendali, il sostegno dell’Aiuto svizzero alla montagna è rivolto alle piccole e microimprese, alle cooperative o alle associazioni private. In questo articolo, Martin Abderhalden dell’Aiuto svizzero alla montagna illustra i loro criteri di finanziamento. 

La popolazione svizzera di montagna è innovativa e prende in mano il proprio futuro. A volte, però, mancano i mezzi finanziari per realizzare progetti importanti, ed è qui che entra in gioco l’Aiuto svizzero alla montagna. 

L’Aiuto svizzero alla montagna è una fondazione finanziata da donazioni che ha come obiettivo mantenere e creare posti di lavoro nelle regioni montane svizzere. Contribuisce così in modo significativo a mantenere viva l’economia delle zone di montagna e a offrire prospettive a lungo termine alla popolazione che vi risiede.

 Il sostegno dell’Aiuto svizzero alla montagna è rivolto alle piccole e microimprese, alle cooperative o alle associazioni del settore privato attive nell’area montana. Vengono finanziati gli investimenti in diversi settori rilevanti per lo sviluppo regionale. Tra questi figurano l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli, il turismo e la ristorazione, il commercio e le aziende manifatturiere – compresa la lavorazione del legno – ma anche i negozi di paese e gli asili nido, che svolgono un ruolo fondamentale per l’attrattiva e i servizi di base dei comuni di montagna.

Il sostegno dell’Aiuto svizzero alla montagna si basa su due principi fondamentali: la necessità finanziaria e il finanziamento dei costi residui. L’ultimo punto significa che la responsabilità principale del finanziamento di un investimento è di chi promuove il progetto. Nel caso in cui le risorse proprie non siano sufficienti, in termini di fondi propri, manodopera e/o materiale, devono venire sondate altre possibilità di finanziamento da parte terza, quali per esempio gli aiuti pubblici agli investimenti, prestiti bancari e di altro tipo. Qualora tuttavia tali fondi, propri e esterni, non siano sufficienti a coprire l’investimento, solo allora l’Aiuto svizzero alla montagna può intervenire a coprire la somma mancante con un contributo a fondo perduto.  

 Grazie a questo sostegno mirato, l’Aiuto svizzero alla montagna rende possibili investimenti decisivi per lo sviluppo economico delle singole aziende e, di conseguenza, di intere regioni.

Affinità e differenze: criteri di finanziamento della Nuova Politica Regionale e dell’Aiuto svizzero alla montagna

Sia l’Aiuto svizzero alla montagna che la Nuova Politica Regionale (NPR) sostengono progetti nelle regioni montane svizzere. Entrambe perseguono l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico nelle zone montane. 

Ci sono, però, delle differenze sostanziali: l’NPR opera anche nelle aree rurali e nelle zone di confine, promuovendo esclusivamente progetti interaziendali e l’elaborazione di strategie di sviluppo regionale. L’NPR promuove la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, mentre l’Aiuto svizzero alla montagna esclude le istituzioni pubbliche, come ad esempio i comuni, dal ruolo di responsabili di progetto, ma concentra il suo sostegno sui soggetti privati, siano esse microimprese o associazioni private. L’Aiuto svizzero alla montagna eroga esclusivamente contributi a fondo perduto, mentre l’NPR concede anche prestiti. L’Aiuto svizzero alla montagna, finanziata da donazioni, e l’NPR, statale, sono complementari e contribuiscono entrambe a rafforzare il potenziale economico delle regioni di montagna. 

L’Aiuto svizzero alla montagna: facilitatrice di opportunità

L’Aiuto svizzero alla montagna rende realizzabili progetti che altrimenti non potrebbero nascere. Interviene quando, nonostante un attento finanziamento, non sia possibile coprire interamente i costi di investimento. È subordinata a tutte le altre fonti di finanziamento e copre in modo mirato la lacuna rimanente.

L’Aiuto svizzero alla montagna eroga contributi a fondo perduto, che non devono essere rimborsati. Sostiene così progetti di investimento concreti di piccole e microimprese che, a causa delle dimensioni o dell’ubicazione, hanno spesso difficoltà ad accedere agli strumenti di finanziamento classici. A integrazione degli strumenti statali della politica regionale, l’Aiuto svizzero alla montagna offre pertanto un contributo diretto ed efficace allo sviluppo economico sostenibile delle regioni montane.

Ad esempio a Prato Sornico, dove l’Aiuto svizzero alla montagna ha reso possibile la digitalizzazione del negozio di paese. La Botega da la Lavizzara, in realtà, funzionerebbe anche senza contatto personale: sistema di chiusura automatica con codice QR, scanner, cassa automatica, ̈videosorveglianza. Oggi, però, è un’altra di quelle giornate in cui il piccolo spazio al piano terra dell’elegante casa rosa somiglia più a un’assemblea di paese che a un negozio self-service. Due artigiani sorseggiano il caffè e chiacchierano con Astrid Lorenzetti, che intanto riempie gli ̈scaffali. Vicino all’ingresso siede Laura Poncia, che al computer portatile sbriga la contabilità, mentre Tanja Scolla è passata con la figlioletta Mia. Entrano persone in continuazione, acquistano qualcosa, scambiano due parole, poi se ne vanno. «Sarebbe stato un peccato perdere un punto di ritrovo così, no?»

Per un mese Lavizzara, come si chiama l’alta Valle Maggia, era di fatto rimasta senza un negozio. I gestori erano andati in pensione e nessuno voleva succedere loro. «Non può finire così», si è detta Astrid, e ne ha parlato con tutte le sue conoscenze. L’opinione era unanime: bisognava fare qualcosa. Per esempio fondare una cooperativa. «A un certo punto ho capito che oltre a parlare bisognava agire, e ho convinto Laura e Tanja a partecipare», dice Astrid. E proprio nella Giornata internazionale della donna, le tre donne hanno fondato la loro cooperativa del negozio di paese.

Gli alloggi a prezzi accessibili sono un fattore di attrattività 

La politica regionale e quella abitativa devono essere pensate insieme. Per Martin Tschirren, direttore dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), questo è evidente. Infatti, un’offerta abitativa adeguata e accessibile è un fattore di attratività territoriale. Questo vale nelle regioni turistiche e nelle agglomerazioni così come nelle città. Un nuovo kit mostra come i Comuni possano promuovere alloggi a prezzi accessibili.

Katharina Rüegg, responsabile della comunicazione di regiosuisse: Il «kit modulare per alloggi a prezzi moderati» si rivolge ai Comuni e presenta dieci misure per promuovere l’abitazione a prezzi accessibili. Queste misure riguardano la gestione, il finanziamento e la comunicazione. È davvero così semplice che bastino dieci elementi?
Martin Tschirren, direttore dell’Ufficio federale delle abitazioni: Le dieci misure coprono effettivamente bene le possibilità d’azione dei Comuni e sono testate nella pratica. Poiché ogni Comune ha una situazione di partenza e obiettivi propri, ciascuno sceglierà gli strumenti più adatti alla propria realtà. La semplicità del kit è la sua forza.

K.R.: Questo ricorda i Lego – anche il vostro kit è illustrato in questo modo. Il sistema modulare può adattarsi alle condizioni molto diverse di città, agglomerazioni e regioni di montagna?
Martin Tschirren: Sì, perché la domanda fondamentale è ovunque la stessa : lo spazio abitativo risponde alle esigenze della popolazione? Ogni comune deve innanzitutto effettuare un’analisi e una strategia solide. Solo allora si vede quali strumenti possono essere usati per attuarla.Prendiamo ad esempio il comune dell’agglomerato di Birsfelden e il comune montano di Lantsch / Lenz: entrambi utilizzano in parte gli stessi strumenti, ovvero «Regolare – fissare quote di alloggi a prezzi accessibili nella pianificazione d’uso» e «Finanziare – cessione di terreni comunali». Inoltre, Birsfelden punta su «Comunicare» e Lantsch / Lenz su «Finanziare – prestiti/contributi a promotori immobiliari di utilità pubblica».

K.R. In che misura le sfide delle agglomerazioni differiscono da quelle delle regioni montane?
Martin Tschirren: Le agglomerazioni sono spesso caratterizzate da una forte crescita demografica, da un’intensa attività edilizia e da affitti in aumento. Ad esempio Küsnacht sul Lago di Zurigo: un comune molto attrattivo con prezzi elevati dei terreni e degli alloggi. Küsnacht vuole rimanere un comune socialmente e demograficamente eterogeneo con una vita di villaggio vivace. Per questo ha bisogno di alloggi a prezzi accessibili. Le regioni di montagna non turistiche devono spesso affrontare il problema dello spopolamento e della mancanza di alloggi in affitto a prezzi accessibili per giovani famiglie. 

K.R.: E i comuni di montagna turistici? 
Martin Tschirren: Qui esiste spesso una forte domanda di seconde residenze e una presenza significativa di piattaforme di affitto a breve termine come, ad esempio, Airbnb. La situazione abitativa si è notevolmente aggravata negli ultimi anni: il tasso di alloggi sfitti nelle località turistiche si è dimezzato tra il 2020 e il 2023 e attualmente si situa in media a soli 0,8%. Tuttavia, un’offerta di alloggi a prezzi accessibili è vitale per le località turistiche, sia la forza lavoro e per la popolazione locale. 

K.R.: La Nuova politica regionale (NPR) può sostenere progetti di economia regionale che trattano anche questioni concrete di politica abitativa e di alloggi a prezzi accessibili. Come valuta questo strumento? 
Martin Tschirren: Il legame tra politica regionale e politica abitativa è evidente. Infatti, l’alloggio a prezzi accessibili sono un fattore di localizzazione – e questo vale ovunque.

K.R.: Quali altri strumenti di sostegno dovrebbero conoscere i comuni delle agglomerazioni e delle regioni di montagna? 
Martin Tschirren: Con il «Fonds de Roulement», la Confederazione concede prestiti a tasso agevolato per l’edilizia abitativa d’utilità pubblica e fornisce garanzie. Diversi Cantoni attuano propri programmi di sostegno; una panoramica è disponibile sul sito web dell’UFAB. Inoltre, i comuni possono agire direttamente, ad esempio con un fondo proprio per la promozione dell’alloggio, finanziato tramite imposte sugli utili da sostanza immobiliare o prelievi di plusvalore. 

K.R.: Martin Tschirren, grazie mille per l’intervista! 

In breve: il kit modulare per alloggi a prezzi moderati

Il kit di strumenti dell’Ufficio federale delle abitazioni abitativa mostra in modo chiaro come promuovere alloggi a prezzi accessibili. Dieci ambiti d’intervento descrivono come città e comuni possono procedere. Esempi di successo provenienti da diversi comuni mostrano come sono state attuate misure concrete. Come strumento orientato alla pratica, il kit  supporta città e comuni nello sviluppo di una politica abitativa adeguata alle esigenze. Clicca qui per accedere al kit di strumenti.

Per i comuni delle regioni di montagna è inoltre utile questa guida: Abitazioni attrattive nelle regioni di montagna

Possibilità di finanziamento della Nuova politica regionale

La Nuova Politica Regionale (NPR) può finanziare solo in misura limitata progetti che riguardano questioni concrete di politica abitativa e di alloggi a prezzi accessibili. Le condizioni dettagliate di sostegno sono stabilite dai cantoni. Ulteriori informazioni: sostegni per i promotori di progetto.

Nuova politica regionale e sfida abitativa: tre esempi 

Studio di base «Turismo a 360°» nel Cantone dei Grigioni: l’attenzione è rivolta a una gestione integrata del territorio che considera tutti gli aspetti rilevanti (alloggio, lavoro, infrastrutture di trasporto, gestione dei flussi turistici, accettazione del turismo). Una sfida particolare è la carenza di alloggi per la manodopera e per la popolazione locale. 

Strategia d’uso del centro storico di Sursee, Cantone di Lucerna: l’obiettivo è quello di creare un centro storico vivac, attrattivo per soggiornare, abitare, lavorare e fare acquisti. A tal fine, la città di Sursee elabora una strategia d’uso coinvolgendo residenti, commercianti, ristoratori e altri attori. 

Innovazioni tecniche a Sion: il quartiere Ronquoz21, a sud della stazione ferroviaria FFS di Sion, sta per subire una profonda trasformazione. L’area, oggi prevalentemente industriale, diventerà un quartiere a uso misto con abitazioni, uffici, negozi, servizi e spazi pubblici. Nell’ambito dello sviluppo dell’area, il progetto promuove soluzioni innovative nei settori della mobilità, dell’approvvigionamento elettrico e della distribuzione del calore. 

Foto di origine: © UFAB

Il corso introduttivo – per tutte le persone che entrano in contatto con la Nuova politica regionale

Il corso introduttivo alla Nuova politica regionale è già un classico e registra rapidamente il tutto esaurito. A chi è utile il corso e cosa ne pensano le partecipanti e i partecipanti? Abbiamo chiesto loro un parere durante il corso di un giorno tenutosi ad Altdorf, nel Cantone di Uri. 

La Nuova politica regionale (NPR) è uno strumento eccellente della Confederazione per promuovere l’innovazione, la creazione di valore aggiunto locale e nuovi posti di lavoro. Ma è complessa: l’attuazione avviene in 26 cantoni, ciascuno con i propri programmi e le proprie condizioni quadro. Inoltre, vi è una moltitudine di attori locali, regionali e persino internazionali. 

Il corso introduttivo offre una panoramica chiara. Lo conferma anche il partecipante Rolf Infanger dell’Associazione dei Comuni di Uri: «Sono venuto con l’aspettativa di conoscere i principi fondamentali della Nuova politica regionale e di capire come, in qualità di manager regionale, potessi supportare al meglio le mie clienti e i miei clienti. Queste aspettative sono state pienamente soddisfatte!»

Marcel Zumkemi del Centro regionale ed economico dell’Alto Vallese (RWO) raccomanda il corso introduttivo a tutte le persone che hanno a che fare con la Nuova politica regionale: «Fornisce preziose informazioni di base. Anche se si è già lavorato a diversi progetti NPR, il corso è utile».

Idee per l’organizzazione e la consulenza

Nadia Scherer, dell’ente turistico Destination Einsiedeln-Ybrig-Zürichsee, si confronta quasi quotidianamente con la complessità della NPR: «Nella nostra regione turistica collaboriamo spesso con più di un cantone, il che rende il nostro lavoro impegnativo. Sono stata sollevata quando, durante il corso introduttivo, ho scoperto che non sono solo io a trovare questa situazione difficile, ma che dipende dal sistema della NPR . Dal corso introduttivo ho tratto nuove idee su come possiamo rispondere meglio a questo sistema».

I contenuti del corso introduttivo sono orientati alla pratica. Anche Jasmin Schlaepfer di VISIT Glarnerland condivide quest’opinione: «Ho trovato molto valido la combinazione di esempi pratici e teoria. E mi sento ben supportata, perché ora so dove posso acquisire conoscenze complementari. In qualità di responsabili dello sviluppo delle destinazioni, accompagniamo i progetti fin dalle basi. Grazie al corso introduttivo ho acquisito maggiore sicurezza nella consulenza e ora posso supportare ancora meglio le promotrici e i promotori dei progetti». 

Ampliare gli orizzonti grazie alla formazione in presenza

Dopo essere stato tenuto più volte online, questa volta il corso introduttivo si è svolto in presenza presso l’Innovationsbiotop Uri ad Altdorf, offrendo un’esperienza particolarmente intensa: le partecipanti e i partecipanti hanno assistito alla presentazione dell’esempio pratico del San Gottardo con vista sulle montagne appena innevate del Cantone di Uri. David Kramer della SECO (co-responsabile del settore Politica regionale e Pianificazione territoriale) è stato disponibile anche durante le pause per colloqui spontanei. Per Marcel Zumkemi, il viaggio dall’Alto Vallese è valso la pena: «Oltre a tutti i contenuti e ai link interessanti ricevuti durante il corso introduttivo, ho trovato estremamente prezioso lo scambio con le colleghe e i colleghi dello sviluppo regionale».

Ulteriori informazioni sul corso introduttivo

I corsi introduttivi sono pubblicati nell’agenda di regiosuisse.

Prossime date: 

  • Giovedì 05.03.2026 a Willisau (DE), TUTTO ESAURITO Annuncio
  • Giovedì 16.09.2026 a Diemtigen (Wiriehorn) (DE), Annuncio
  • Giovedì 26.11.2026 a Lausanne (FR): Annuncio

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Link utili dal corso introduttivo

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Il Cantone di Turgovia mostra la diversità della creazione di valore regionale

Alla conferenza regiosuisse di quest’anno, il Cantone ospitante di Turgovia ha presentato eccellenti esempi di creazione di valore regionale. Lasciatevi ispirare!

Già all’arrivo alla Certosa di Ittingen, i partecipanti sono stati immersi nel tema della conferenza regiosuisse di quest’anno: «Attivare il potenziale delle catene del valore regionali per un’economia sostenibile». La Certosa è un monumento storico di importanza nazionale, situato in posizione idilliaca sopra la Thurtal, che come ex monastero ha contribuito per secoli alla creazione di valore aggiunto regionale. Ha prosperato grazie alla viticoltura. Oggi, per la Fondazione Certosa di Ittingen è molto più difficile procurarsi i fondi necessari per la gestione e la manutenzione del complesso storico del convento. La Certosa non è solo un centro seminari con ristorante, ma anche una tenuta agricola, due musei, un istituto per la vita e il lavoro assistiti e un centro di spiritualità. La Fondazione punta consapevolmente sull’autosufficienza e sulla sostenibilità locale. Il grado di autosufficienza del ristorante è pari al 57%.

Kartause Ittigen
Kartause Ittigen

Dal valore aggiunto interno alla catena del valore regionale

Mark Ziegler, procuratore della fondazione, ha affermato nel suo discorso di benvenuto: «La sostenibilità e l’autosufficienza non sono economiche. Per questo motivo puntiamo ora sulla collaborazione in tutta la regione, ad esempio nella vinificazione o nell’allevamento di suini. Insieme ai partner regionali possiamo aumentare il valore aggiunto». Il credo della Certosa sta cambiando: dalla creazione di valore interno al rafforzamento delle catene del valore regionali. Grazie alla collaborazione con i partner regionali adeguati, è possibile ridurre i costi senza dover scendere a compromessi in termini di qualità o sostenibilità.

Attrattiva del luogo e turismo a Frauenfeld

La capitale del Cantone di Turgovia era rappresentata alla conferenza regiosuisse con due esempi relativi alla qualità della sede: da un lato è stato presentato il festival di arte di strada di Frauenfeld come motore della creazione di valore aggiunto regionale, dall’altro è stata messa in primo piano la caserma cittadina di Frauenfeld. Gli edifici precedentemente utilizzati dall’esercito sono stati aperti alla popolazione e sul sito si sta creando qualcosa di nuovo in modo collettivo. A tal fine è stato avviato uno sviluppo partecipativo. La Nuova politica regionale della Confederazione e del Cantone ha sostenuto il progetto con uno studio di fattibilità per un futuro «Mercato di Turgovia», che nella caserma cittadina diventerà una vetrina innovativa per i prodotti, i servizi e le idee di Turgovia. Con la realizzazione del Markt Thurgau, la caserma cittadina dovrebbe attirare un pubblico che va oltre i confini del Cantone e della città, diventando così un punto d’incontro di rilevanza sovraregionale. 

Entrambi i progetti hanno dimostrato che i progetti innovativi sviluppati con e per la popolazione contribuiscono all’attrattiva di una località e alla creazione di valore aggiunto a livello regionale.

Naturalmente efficace sul Lago di Costanza

Durante la conferenza è stato presentato un altro progetto innovativo: la creazione di un cluster svizzero per la fitomedicina sul Lago di Costanza. Il «PhytoValley» mette in evidenza l’importanza economica del settore della medicina naturale locale. Vi partecipano aziende come A. Vogel, Zeller, Rausch o hepart. Il cluster promuove la collaborazione e lo scambio tra le aziende e le organizzazioni lungo l’intera catena del valore della fitomedicina, nonché con la politica, l’amministrazione e la popolazione.

Si concentra principalmente su due aree: in primo luogo, l’acquisizione e la formazione di personale qualificato e, in secondo luogo, il rafforzamento dell’attrattiva della regione attraverso lo sviluppo sostenibile della produzione di prodotti naturali mediante tecnologie innovative. 

Schonholzer
Walter Schönholzer, consigliere di Stato del Cantone di Turgovia

Per Walter Schönholzer, consigliere di Stato del Cantone di Turgovia, la creazione del «PhytoValley» è un eccellente esempio dell’effetto positivo della Nuova politica regionale (NPR). 

«Proprio quando i fondi del Cantone e della Confederazione si fanno più scarsi, è molto importante concentrarsi su alcuni temi centrali nel nostro Cantone strutturalmente piuttosto debole. Grazie ai fondi NPR, possiamo ad esempio realizzare il cluster svizzero «PhytoValley» e promuovere la collaborazione tra le aziende».  

La conferenza regiosuisse è l’appuntamento nazionale di tutti gli attori dello sviluppo regionale. Organizzata su richiesta della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), è dedicata a un tema di attualità legato allo sviluppo regionale. Nel 2025, la conferenza si è tenuta alla Certosa di Ittingen e ha affrontato il tema di come attivare il potenziale delle catene del valore regionali per un’economia sostenibile.

Maggiori informazioni sulla conferenza

Foto di origine: © Timo Kellenberger 

Conferenza regiosuisse: rafforzare l’economia regionale per contrastare le incertezze globali

Circa 130 esperti di sviluppo regionale provenienti da tutta la Svizzera si sono dati appuntamento alla Certosa di Ittingen per discutere sul potenziale delle catene del valore regionali. In un contesto economico globale sempre più imprevedibile, è fondamentale rafforzare l’economia delle regioni. 

La conferenza regiosuisse è l’appuntamento nazionale per tutti coloro che si occupano di sviluppo regionale. Organizzata per conto della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), tratta ogni anno un tema di attualità connesso allo sviluppo regionale. Il tema dell’edizione 2025 verteva sul potenziale delle catene del valore regionali. 

Le catene del valore regionali vanno ben oltre singoli progetti o aziende: sono parte integrante di un ecosistema dinamico nel quale interagiscono diversi attori. I partecipanti, provenienti da agenzie dello sviluppo regionale, uffici cantonali, aziende, organizzazioni e mondo scientifico, hanno discusso tra l’altro le seguenti tematiche: come si può attivare il potenziale delle catene del valore regionale? Quali partenariati possono generare impulsi in grado di sostenere la competitività e la resilienza?

La messa in rete degli attori è fondamentale

In 15 sessioni di approfondimento, i partecipanti hanno avuto modo di conoscere più da vicino e discutere esempi pratici e strumenti innovativi. I temi spaziavano dall’economia circolare intesa come motore della creazione di valore regionale alla carenza di manodopera qualificata nel turismo fino alla trasformazione industriale e all’innovazione nell’agricoltura. Il Cantone di Turgovia, che ha ospitato l’evento, ha presentato diversi esempi:

  • Industria del legno: Lignum Ost come cellula di innovazione per il settore forestale e la filiera del legno
  • Gestione dell’innovazione: creazione di un cluster di aziende specializzate nella produzione di medicinali, integratori alimentari e cosmetici a base di piante nella regione del Lago di Costanza (PhytoValley Switzerland)
  • Sviluppo partecipativo: la caserma municipale di Frauenfeld, ormai dismessa, è stata aperta alla popolazione e accoglie nuove iniziative che arricchiscono la vita sociale.
  • Attrattività della regione e turismo: il festival Street Art di Frauenfeld come motore della creazione di valore regionale.

Il direttore di regiosuisse Marc Münster ha affermato che per rafforzare le catene del valore regionali, è fondamentale che i vari attori facciano rete: «La conferenza regiosuisse alla Certosa di Ittingen ha offerto spunti interessanti oltre che occasioni di networking e scambio».

Sabine Kollbrunner, co-responsabile del settore Politica regionale e d’assetto del territorio alla SECO, ha riassunto così i risultati dei lavori della conferenza: «In un contesto economico globale sempre più imprevedibile, le catene del valore regionali assumono un’importanza crescente. La Nuova politica regionale consente alla Confederazione e ai Cantoni di sostenere le regioni rurali, le aree di montagna e le zone di confine, di dare impulsi all’innovazione e di promuovere l’economia regionale».

Maggiori informazioni 

Immagine: © Timo Kellenberger 

Martigny: inaugurato il parco tematico unico nel suo genere Barryland

Giovedì 14 agosto 2025 è stato inaugurato il nuovo Barryland a Martigny alla presenza della presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. Il parco tematico è dedicato all’affascinante mondo dei cani San Bernardo e rappresenta un’innovazione turistica di rilievo su una superficie di 22 000 m², promossa dalla Nuova politica regionale.

All’inaugurazione, la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter si è presentata con il suo cane padrino «Zeus» e ha dichiarato: «Il nome Barry è ancora oggi sinonimo di coraggio ed eroismo. Con lui, Barryland rende omaggio a un’intera tradizione svizzera». Anche la Fondation Barry ha dovuto dar prova di coraggio per sostituire il suo vecchio museo con un parco a tema completamente nuovo. Il budget ammontava infatti a 24 milioni di franchi svizzeri.

Il finanziamento è stato garantito dall’impegno congiunto di numerose aziende, fondazioni, istituzioni pubbliche e fondi propri. A ciò si è aggiunta una campagna di raccolta fondi mirata. La Nuova politica regionale ha sostenuto già nel 2017 lo studio di fattibilità per il nuovo parco tematico e in seguito ha contribuito in modo significativo alla sua realizzazione con un prestito senza interessi. Anche Innotour ha dato il suo contributo, con l’obiettivo di promuovere ancora di più il Vallese come regione turistica e aumentare il valore aggiunto lungo l’intera catena del valore.

I cani San Bernardo come attrazione

Oggi nel parco tematico vivono oltre 30 cani San Bernardo. Cinque mondi simbolici presentano ciascuno un tratto caratteristico tipico del San Bernardo: il salvatore, l’amico, la star, il buongustaio e il giocatore. Il cuore del complesso è l’edificio principale a forma di zampa di cane, progettato da uno studio di architettura locale, con circa il 70% delle imprese regionali coinvolte nella sua realizzazione.

Innovazione turistica e nuovi posti di lavoro

Auguriamo a Barryland che l’impegno regionale e il coraggio di innovare diano i loro frutti. Finora Jean-Maurice Tornay, presidente della Fondation Barry, si dice soddisfatto: «La chiave è stata ed è tuttora un’offerta turistica competitiva con un museo vivente unico nel suo genere, 14 nuovi posti di lavoro e un ristorante ampliato».

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